i n p u n t a d i p a r o l a

immagini di repertorio, dintorni di sinapsi e parole di contorno

bottoni

Les Blogs 2.0

internauti

sono stati qui *loading* bloggers

 
mercoledì, agosto 27, 2008

splinder dice che devo attivare una versione "pro" per scrivere sul mio blog come facevo un anno fa.
signor dada, io sono contro i pro e, da sempre, sostenitrice dei contra.

sound track : money for nothing
office temperature: 13 gradi

Grazia scrisse alle 16:22 | link | commenti (6) |
a parole con sottofondo, a parole milano

sabato, settembre 15, 2007

concerto di franco battiato - reggio emilia, festa dell'unità 2007

Ci penzi quannu abballamu
E dintra all’occhi tutte e dui ni vaddamu.
Stu novu amicu tò nan sapi nenti…..
No sapi caia statu ju lu tò amanti.
Li turchi mi pigghiaru intra lu cori
A tradimentu m’arrubbaru l’amuri
‘nzignatimi la via prima cà scura
ca di sti patti stannu d’arretu e mura.
Si no mi cuccu ‘n terra o ‘nda lu lettu
Ca di li vermi sugnu già mangiatu tuttu.
Si no mi cuccu ‘n terra o ‘nda lu lettu……

Curri e na stanca ‘u cavaddu ‘i Monreali
‘U tempu sta finennu na ‘n ci pinzari
macari aceddi sunu stanchi di cantari
su tempu ……..
mi l’aia passatu tra peni e turmenti
li peni di lu ‘nfernu nan su nenti

(with compliments, franco battiato)

Grazia scrisse alle 17:43 | link | commenti (4) |
a parole scattate, a parole di battiato

martedì, marzo 20, 2007


L'inverno è arrivato troppo tardi, io ero già influenzata e allettata da qualche ora.
Durerà un giorno, dicono sinapsi stordite da arnica e propoli, già che domani, da calendario, sarà il primo giorno di primavera.
I tulipani dal davanzale, fanno sapere che non ci stanno a questi 6 gradi e a quest'aria di sfumature grigie:
non crediamo ai nostri petali!
Anch'io ad essere lucida non crederei a quello che vedono gli occhi lacrimanti sotto tempie battenti.
[ Intanto, a rivedere nuove foto, ricordo vecchi occhi e scarpe consumate ]

Stasera vorrei ancora brodino ma non sarà la stessa cosa.

grazia, il cuore batte e ne sono disturbata

Grazia scrisse alle 17:17 | link | commenti (19) |

lunedì, febbraio 12, 2007

F a u s t o, ma ancora non lo sa.

Fausto ha il viso tondo e un nome che ha scelto per lui un divenire propizio;
fortunato, felice, sereno, gioioso, lieto e fausto;
Fausto dalle gote rosse e dalla dimora in bilico tra il lago immobile e il suo passato mobile.
Fausto soffre di amnesia nomen e ricorda solo quelli che schiudono giochi di parole lasciando sorridere: di Vera e di falso, di melodie Angeliche, di Grazia e di grazie prego, con una eccezione, Fausto dimentica il suo di nome, intenso di ottimismo, Fausto.

Fausto ora non è fausto e le sfumature brillanti della luce sul lago Maggiore sotto le sue finestre, sono opache di tristezza,
mi manca la parte di Lei che mi amava.

Un guerriero del tempo, tra spade troppo affilate e soldatini invincibili che da un momento all'altro possono dimenticare la battaglia di Fausto.

Lotta Fausto, combatte con la china e con gli acquarelli,
è dura stare lontano da loro.

Sorride Fausto, lieve, con le labbra rosa di screpolature e, gli occhi dietro i vetri spessi, accompagnano gli angoli della bocca per un pò,
questo è lui a due anni, questa è lei qu
ella volta sulla neve.

In certi silenzi assorti nello sguardo fisso sulle fiamme del camino, Fausto parte.
C'è una clinica in qualche parte in svizzera, c'è una clinica in un angolo segreto del cuore dove si curano i tagli di spade troppo affilate;
c'è un libro sugli alberi, una scatola di collane cheap che indossano soubrette in film di cinema lontanissimi, ci sono pile di best sellers americani, dvd blockbuster con penale da pagare;
e poi ci sono
i soldatini, le bandiere con le carte dei cioccolatini e il posto per guardare i cormorani.
I
cigni vengono a prendere il pane e tra qualche settimana non saranno più così diffidenti, gli amici vengono accolti, che qui, nel petto e nella pancia di Fausto, non c'è posto per il rancore.
Ghiffa, Lago Maggiore, Fausto

Grazia
, passeggiare tra sterpi e massi di l
ago scivoloso, è stato avventuroso ma poteva essere di più.

Grazia scrisse alle 22:25 | link | commenti (12) |
nomi, lago, fausto, soldatini, a parole scattate, a parole per amici, a viaggi

lunedì, dicembre 25, 2006

natale 2006 - presepe calabria

natale 2006 - presepe lombardia

*******************
*********
a u g u r i, fatene che volete
grazia, with spiritual compliments

Grazia scrisse alle 11:30 | link | commenti (10) |

martedì, ottobre 03, 2006

arrivo dalla germania I tuoi occhi è un luogo della mente
Passa il fiume e non rimane niente
Sulla spiaggia ci sono le rose
Se le guardo non sono più rose
Sotto il cielo che non ride mai
Mi aspetterai cantando
Onda calabra
In doichlanda
Und die kleine
Und die spiele
Und die arbeit

I tuoi occhi é un luogo della mente
Passo il fiume e non ricordo niente
Sulla spiaggia ci sono le cose
Se le guardo non sono più cose
Sotto un cielo che non ride mai
Mi aspetterai cantando
Onda calabra...

words track:
Peppe Voltarelli de Il Parto delle Nuvole Pesanti (ma suonate ancora insieme?)
sound track:
Onda Calabra, Il Parto delle Nuvole Pesanti, appunto, 2004.
image track (from cellulare):
germania-calabria, signor emigrante arriva dopo 19 ore di treno + 3 di attesa per cambio a milano.

Grazia scrisse alle 22:37 | link | commenti (18) |
a parole con sottofondo, a viaggi

martedì, agosto 29, 2006

sardegna
s a r d e g n a

in spiagge senza nome ma con un numero, un colore ed una profondità; pantagruelica accoglienza made in egypt.
miele su pecorini media stagionatura, lentisco, corbezzolo e valli di erica mai trovate tra giganti e onde granitiche;  
fiordi schiumosi di tramontana che pareva un'altra stagione e passeggiate verso tramonti e
nicchie controvento per riposare i sensi; riviste di gossip e miao o o.

biagio e valentina aiutoooooooooo
p u g l i a
in spiagge rimini style con nebulizzatore di acqua (azzardo), ombrelloni e maschi ostentati in slip inguinali.
i muretti (oh i muretti a secco! quale sensuale tessitura di pietre sulla terra, quale meraviglia! ) morbidi di pietra e vicini di lontananza, cingono radici di ulivi secolari e fronde giovani di un argento accecante al sole di scirocco.
sorriso mite e voce pacata per storie di vecchie campagne, di vacanze lontane, di giochi o bambini.
un polpo a sagra, abbondante e perfettamente fritto.
matrimonio in vestito champagne e scarpetta lastminute, cin cin agli sposi un tuffo in piscina e pungente stretta nel petto e negli occhi di chi guardava. 

tutto il resto è mare

tutt' intorno noi
c a l a b r i a
in spiagge antiche di sterpi stagliate tra binari e statale 106 - o anche - in spiagge fescìon che nemmeno le vedi, che devi digitare il pin per accedere e poi accedi (ahinoi! ) al mattatoio di ombrelloni e teste fitte.
(spiagge che a circumnavigare la punta dello stivale, sono un paradosso).
acque rapide e gelide di fiumi che schiudono il torace in un respiro ancestrale e tonificano i muscoli, pulsanti sotto una pelle morbida e dorata.
tarantella sottotono e fricchettoni e però anche (meno male) gli ipnotici maestri d'organetto e di tamburello.
poi le vertigini dell'aspromonte (sospensione del respiro, abbaglio degli occhi) e le sue vacche ancheggianti (e incuranti del tuo clacson costipato) tra castagni e noci e pendii rocciosi; strade franate e rovi di more dolcissime che in religioso silenzioso e laico stupore ci conducono a roghudi: un urlo senza voce, un presepe senza pastori e mangiatoia, una parola che ancora non so e che emoziona tutte le emozioni.
il bivacco tra capiccùalli mitologici di vua e tramonti ammàre che ci sorprendono tra l' etna (oh h hhh) spuntato dietro un dosso e, stromboli inaspettato cullatore di sole.

grazia, in mmmhmacchina

eyes track: pietre diroccate sotto i piedi, affacciate a strapiombo su sinuose colline gialle che si adagiano sul mare senza tempo, senza ritmo; blu intenso sopra le teste. la tua commovente commozione estetica, gli occhi liquidi di sorprendente sorpresa, la perfetta sublimazione del palato.
click track:
impossibile scattare sull' emozione
sound track: musicasette di beatles, rino gaetano, sarnemo '83 o anche '84 e gli altri di cui non ricordo il nome.

Grazia scrisse alle 17:44 | link | commenti (19) |

mercoledì, luglio 26, 2006

ritorno a salina

sound track: tutte le onde del mare intorno
words track: amuri tussi e fumu nun si ponnu teniri ammucciati...

grazia, il naufragar m'è dolce in questo mare

Grazia scrisse alle 20:25 | link | commenti (16) |
a parole scattate, a viaggi

lunedì, giugno 19, 2006

venerdì, di notte
l' insonnia e il sonno di tutte le notti
[palpebre sottili come di sabbia]
gli spazi come cieli
i tempi come formiche

[palpebre frantumate come di vetro]
l'iride allagato tagliato piccolo e scuro
l' iride acquoso esploso grande e luminoso
nei colori miscelati del blu e del verde.

[febbre sotto la pelle]
la gola, la lingua, i denti,
la lingua nei denti,
i denti stampati nella lingua
il naso, la gola
[saliva amara come d'inchiostro]
parestesia, anestesia, formicolio.

[treni luminosi in stazioni a nord della città]

il vuoto pieno della mente, il saliscendi del pensiero,
l'entropico intestino che scivola nel batticuore,
il batticuore sottile come il sentimentalismo a filo di seta
[andirivieni ipnagogico]

il fiume di parole caotiche
il senso sfuggente
il fumo di polvere.
l'uomo nel cuore apre la sua scatola di
immagini b/n
e s'allaga nelle labbra.
[la lunghezza, il numero esatto, il calcolo]

i fiati nell'orecchio, il caldo, la zanzara
l'amplificazione dei sensi, il piacere.
[le palpebre chiuse al bagliore lunare, spalancate nella mente]

le parole emerse dal foglio quadrettato,
sciolte da dita fragili
galleggiano ancora con ritmo
e con-senso misterioso
[tant'è]

festival track eolieinvideo
expo track nuovacarne
sound track fumaproject


Grazia scrisse alle 13:14 | link | commenti (13) |
a parole con sottofondo, a parole milano

domenica, maggio 21, 2006

è sempre più difficile trovare parole in/per questo blog.
un posto delle fragole che non può diventare quello delle ciliegie.

oh, è meraviglioso
avere la forza di un gigante
ma è da tiranno
usarla come un gigante.

dice shakespeare, legge grazia su un memoriale al declino dell' intelligenza.

suggestion per chi calabrìa primavera dei teatri
sound track per chi tarantellìa cumelca e il grande ciccio

graziamhmmmmmmmmmm, mhmm

Grazia scrisse alle 20:29 | link | commenti (23) |

martedì, aprile 11, 2006

sospiri di sollievo
                          
sound track - la canzone popolare

Grazia scrisse alle 09:32 | link | commenti (17) |
a parole di politica nanifica

sabato, marzo 25, 2006

nanni moretti - il caimano, un pò palombella rossa, un pò le mani sulla città di rosi
un pò visionario, un pò più realista
un pò commedia, un pò fantascientifico, un pò sentimentale,
un pò trash movie, un pò autobiografico un pò per tutti
un pò politico, un pò indignato, un pò vergognoso
un pò a sinistra, un pò a destra, un pò girotondo
un pò uno se lo aspettava
un pò
un pò berlusconi
un pò un odi et amo a berlusconi
un pò moretti, un pò moretti, un pò moretti che alla fine indossa berlusconi

caimano a frasi:

"la sinistra è triste e rende la gente triste,
io ho ridato speranza, la sinistra sa solo odiare'"

"è inutile fare un film sulla storia di berlusconi. è il film che il popolo della sinistra vorrebbe vedere. ma tutti sanno già tutto di lui. almeno, chi voleva sapere sa già tutto. e poi lui ha già vinto trent' anni fa quando con le sue tv ci ha cambiato la testa"

caimano a canzonette retrò:




grazia,  ammorettata

Grazia scrisse alle 20:17 | link | commenti (15) |
a parole su film

domenica, marzo 05, 2006

ero venuta per aggiornare ma potrei solo annottare a quest'ora.

grazia, le parole che non so svegliare nè addormentare

Grazia scrisse alle 02:14 | link | commenti (15) |
a chiacchiere

lunedì, febbraio 13, 2006

ulivi ammurettati

a lei e a lui, che su questo blog galeotto si scorsero, regalo gli occhi
che s'ammeravigliano da questa parte del muretto, in questo pezzo di
puglia.
(beh, cercavo una foto da dedicarvi..e il tempo è passato :)

sound track: la sana follia dei mascaramiri - festa!

Grazia scrisse alle 16:13 | link | commenti (16) |
a parole scattate, a parole per amici

mercoledì, gennaio 25, 2006

il tempo fermo a ferrandina, dove la rivoluzione aspetta le politichepicciotti a mai finiri hannu chi fari.
Si nna machina passa, si ferma ni lu munnu,
si ioca, scinni scinni rinuledda, nichi e danni tutti n’tunnu…

Ninu arrobba un muluni, pi fari gran festa,
Lillu adduma na testa di crita ‘nto un puttuni.
Ed ogni tantu, quacchi ciuri mori…
Senza aviri fattu dannu si ferma lu cori…
 
ivan segreto a porta vagnu

Grazia scrisse alle 10:10 | link | commenti (15) |
a parole scattate, a parole con sottofondo, a viaggi

venerdì, gennaio 13, 2006

ricomincio con la programmazione neuro linguistica,
chiudete quella porta.

weather track: brrrr
health track: nausea e giramenti di testa
smoke track: passa qui, và

Grazia scrisse alle 20:25 | link | commenti (8) |
a chiacchiere

sabato, dicembre 24, 2005

a u g u r  i **°*

la tradizione dell'albero di natale piccante ***
°*°°°
**
***
sound track:  santa song
**°
°°**

Grazia scrisse alle 10:35 | link | commenti (21) |
auguri

giovedì, dicembre 22, 2005

c'era una mattina di sole, di domenica e di pigrizia.
affusolata nell' incavo di un' ascella, aspettavo che partisse la musica o che qualcuno si svegliasse;
intanto che accordavo gli occhi e il respiro alla lentezza del risveglio, l' improbabile cielo azzurro della city entrava dal finestrone rendendo tutto troppo fescion.
per disincantarmi iniziai a giocare con i petali di una margherita parola non parola, bacio non bacio, essere non essere, fuga non fuga  e a sfilare i calzini.
il gioco dei fiori scandito dal ritmo ipnagogico cessò che ero già nel bel mezzo di ' le parole che dobbiamo dirci ' ed avevo già cambiato lato del letto e dell' ascella e preso un caffè.
a quel punto la pancia che detta il ritmo del respiro, della fame, dell' emozione, iniziò a raccontare di come certe volte le farfalle si mettono a svolazzare, indifferenti alla nostra volontà, ai nostri reumatismi, al nostro senso dell' orientamento.
ahimè.
alcune farfalle giocano al gioco del silenzio, altre restano abbozzolate, altre fanno le tarantalle.
ahimè, 'e tarantell'

sound track: ascenseur pour l'échaffaud - miles davis

grazia, il ritorno è duro a scorticare

Grazia scrisse alle 01:20 | link | commenti (13) |
scelte, a parole milano

giovedì, dicembre 15, 2005

alcool etilico ed etica nei bar

milano,
venerdì sedici dicembre,
ore 20,
via bertani sedici

immagini e movimenti etici
nei fumi etilici dei bar.

sound e video track: a consumazione, sul posto

info: faberimaginis - macchiaumana

Grazia scrisse alle 12:03 | link | commenti (13) |
a parole per amici, a parole milano

giovedì, dicembre 08, 2005

ehmm..
scusate ero di che ogni tanto vestirsi di rosa è la soluzione.
e poi, per dirla tutta,
sono giorni in cui
 le parole le parlo bla bla bla
le dico
 le riempio di fiato uff uff uffff
le canto làlàlà
 le sputacchio io io io
le parlo parlo parlo
di logorrea anche isterica e snervante
le parlo le dico le fiato le impongo
di mattina presto prima di svegliarmi, di notte insonne prima di addormentarmi.
tant'è, le scrivo a fatica e le parlo facili facili

suggestion sound by MisterGo - Sephardic romances from the Age before the expulsion of the Jews from Spain 1492 - Collezione Espana Antigua, Jordi Savall

Grazia scrisse alle 22:50 | link | commenti (18) |
a parole con sottofondo, a parole per amici

mercoledì, novembre 23, 2005

primo volo in acqua di maestrale
e qualcuno volò in sicilia..

C o l a P i s c i, picciottu sicilianu,
pi simani e misi era solitu stari,
senza fari sforzu supraumanu
na l'abbissu prufunnu di lu mari.

‘Ngnornu Federicu secunnu
c’imposi di iri a circari
‘ngiuellu prizziusu e tunnu
c’havia cascatu ‘nfunnu o mari.

Cola Pisci si tummò
no funnu di l’unni calau
o suvranu u giuiellu ripurtò
e supra u scogghiu filici acchianau.

Nautra tummata u Re urdinò
pri sapiri unni a Sicilia s’appujava
e quannu Cola du funnu riturnò
dissi - ca supra tri culunna stava,
ma una era tannicchia smanciata
pricchi u focu di l’Etna si l’avìa cunsumata.

(testo di pippo arena)

sound track - la gatta cenerentola

Grazia scrisse alle 15:24 | link | commenti (30) |
scelte, a parole, a parole scattate, a parole con sottofondo, a chiacchiere

mercoledì, novembre 16, 2005

da mercoledì a mercoledi
otto giorni di sali scendi
centonovantadueore di facciocosevedogente
aereo treno auto tram bus metro moto
calabria - lombardia - veneto - lombardia - lazio - veneto - lombardia

- uh signorina come la invidio che riesce a dormire, mangiare, leggere, guardare il computer in treno.
- si pure io fossi in lei, mi invidierei.

animal track - meo s' è svegliato e infilza gli artigli nella schienaaaa

Grazia scrisse alle 17:28 | link | commenti (12) |
a viaggi

lunedì, novembre 07, 2005

w e e k e n d
emotivo di sguardi ardui e suoni intensi

ninna la nanna e ninna la me beddha
so mamma la criscia di monacheddha, oh
viniti sonnu e viniti viniti
viniti ora ora e non tardati, oh

passa l'aucieddi e pizzica la rosa
che beddha sta figghiola quando
dorme e s'arreposa
viniti sonnu e viniti ch'è ura
viniti ora ora ch'è giunta l'ura, oh

viniti sonnu di na longa via
viniti e addurmintatimmilla vui a sta maria

[Lomax e Carpitella nel 1954 a Cardeto (RC) registrarono la voce incantevole di una donna che intonava questa ninna nanna. Contenuta nella raccolta Italian Treasury – Calabria (Rounder-2000), è stata arrangiata da lui con una originale Banda di pezzenti (Raitrade-2005) e vibra divinamente nella seducente voce di Auli KoKKo.]

Poi, c’è stato davvero un ardire di sguardi molto intensi e stimolanti a disposizione ancora fino a mercoledì 9/11 a Salerno.
Già detto che le sue signorine sono assai intriganti quando ti guardano; soprattutto se lo fanno dall’ altare, diventano pure violente.
Già commentato martedì 18/10 qui, che una diffusa e nebbiosa ma stimolante confusione asciuga le bocche tutti.

Grazia, pronti partenza via.

Grazia scrisse alle 12:31 | link | commenti (24) |
a parole con sottofondo, a parole per amici

martedì, novembre 01, 2005

 
pubblicità progresso

sguardi pieni di occhiaie, ardui


image track - sguardi ardui a salerno, venerdi 4/11, appunto.

sound track - los bailes de la vida, mercedes sosa, lei.
eat track - zucca in ogni pietanza, tutto l' inverno.
flower track - quel mazzolin di violette, tra la stampante e la lampada.
cinema track - la fabbrica di  Tim Burton, che non vado a vedere.

Grazia, essere o esserci? (spallucce)

Grazia scrisse alle 18:28 | link | commenti (14) |
a parole con sottofondo, a parole per amici

martedì, ottobre 18, 2005

spiaggia che ricordava la luna

la luna gira intorno al mondo e voi dormite, la luna gira il mondo e voi dormite

(mi ricordo di matteo salvatore)

sound track - musica d' oltralpe

 

Grazia scrisse alle 18:36 | link | commenti (23) |
a parole scattate, a parole con sottofondo

domenica, ottobre 09, 2005

sound track - cumelca, ela élamu condà

sabato introspettivo mentre non volevo mettermi in macchina eppure l' ho fatto.

l' io batterico s' appiccicava con l' io psicosomatico.
(e così ho spalmato la pomata antibiotica).
l' io pastaalragù (megalomane) attaccava brighe con quel candido ma intollerante io omeopatico.
l' io facciocosevedogente aveva già calpestato l' io silenzioattornoameplease.
l' io noncicapiscountubodihardisk disinstallava irreversibilmente i drivers della chiavetta bluetooth.

ad un certo punto incastrata tra un tir di frutta e un pullman per la germania è entrato nell' abitacolo pure un io forestiero, con una valigetta tipo quarantott' ore. s' è presentato come
l' io tevogliobbeneassai ha fatto a polpette e poi fritto (roba per cui non ho potuto nemmeno mangiarlo poi) l' io mipiacimaèsolosesso.
ha scompigliato tutto, c'è stata una rivolta patapunf patapanf e poi quando il traffico è tornato regolare, tutti erano lì presenti a ciuciuliare tranne lui.
che ego stravaganti.

stasera l’ io fermanonscisostare s’accuccetta verso il nord e già l’ io c’hofreddo digrigna i denti.
bah.

io.

Grazia scrisse alle 19:58 | link | commenti (14) |
a parole, a parole con sottofondo, a parole per amici

martedì, ottobre 04, 2005

giuggiole senza brodo
giuggiole*
ci stiamo attrezzando per il brodo, paolè.

(*per i calabri, i zinzi)

eat track - preparazione della marmellata e del brodo.

Grazia scrisse alle 16:55 | link | commenti (12) |
a parole scattate

giovedì, settembre 29, 2005

stromboli, vista di strombolicchio a fine settembre

s t r o m b o l i. a parole è ancora più tortuosa che a scalare.
s’aggrovigliano i sensi negli odori di gelsomini e gigli
e senza i lampioni s’abbassano le stelle e la luna s’alza dietro il fico;
s’arrangiano quelli senza scarponi su per la mulattiera
e senza il sole s’inseguono i vapori di iddu che s’alzano in alto a tutto mossi da maestrale o scirocco.

s t r o m b o l i. a parole non ci sono i gechi, le conchiglie, le meduse, i gatti e i pesci ad insalata;
e nemmeno strombolicchio lì a destra, la pioggia beffeggiante, gli arancini speckpistacchi e il ventre della terra che ti prende nella pancia.

s t r o m b o l i. a parole è difficile ma restano le mani e i polsi un po’ sentimentali.

sound track, quel motivetto mmhmmm mhmm, ogni tanto, per la gradevolezza di tutti i sensi

Grazia scrisse alle 01:31 | link | commenti (16) |
a parole scattate, a viaggi

domenica, settembre 18, 2005

notte bianca e gente nera

La sesta domenica, il cavaliere apparve con una rosa gialla in mano. Ascoltò la messa in piedi, come faceva sempre, e alla fine intralciò il passo a Remedios la bella e le offrì la rosa solitaria.
Lei la ricevette con un gesto naturale, come se fosse stata preparata a ricevere quell'omaggio, e allora scoprì il volto per un istante e lo ringraziò con un sorriso. Non fece altro. Ma non soltanto per il cavaliere, bensì per tutti gli uomini che ebbero sfortunato privilegio di viverlo, quello fu un istante eterno.

g.g.marquez – cent’anni di solitudine – remedios e quel che lascia all’amore

sound track - litania, a.sparagna e g.l.ferretti in occitania
concert track - festa di liberazione, roma1609, lavorare stanca
video track - cinema madison sala 4, roma1509, l' uomo in più

Grazia scrisse alle 23:07 | link | commenti (15) |
a parole scattate, a parole con sottofondo, a parole su parole

martedì, settembre 13, 2005

i gigli di brusciano, oppure ipotesi di virilità, o ancora daniele e cemminiera

video cult track (ascolto i consigli): alle 18 comincerà il giudizio universale, mancano tre minuti.

Grazia,
obietto minuziosamente le ultime ventiquattro ore scorse distratte mentre il pane il vino la carne di maiale la leggerezza  e il mal di testa usurpavano la mia sana intenzione di essere raziocinante

Grazia scrisse alle 00:08 | link | commenti (10) |
a parole scattate, a parole con sottofondo

lunedì, settembre 05, 2005

È settembre da cinque giorni e mi tuffo in acqua come fosse ancora un mare d’ agosto;
e conto le stelle a migliaia come fosse sempre un tetto arrampicato su napoli.

Restano le rime e si perde il motivetto leggero che pizzicava le orecchie.

Eccoci di mattina lenta;
io, sospesa su tutti i giudizi e gli umori della notte e la tazza appiccicosa dell’orzobimbo in equilibrio sulla pila perfettamente instabile di libri.

Scrivo sghemba e sottolineo in blu;
la scelta è la fine dell’ozio, l’inizio della to do list, un pranzo con primo secondo contorno frutta dolce e caffè.

Eccoci di mattina pigra;
rewind, ma non capisco se è un film di chaplin o una panchina des jardin de luxembourg impigrita su foglie di tigli.

(nel dubbio, se potessi tornare nel sonno di stanotte darei indietro i vuoti peroni accatastati in cantina da mio nonno buonanima, striglierei i capelli con il pettine pettinessa di mia nonna grandanima e aspetterei ù capilluru con il sacchetto di capelli bianchi in mano).

grazia,
a pensarci in equilibrio su una gamba, viene voglia di una risata sguaiata.
grazia,
è insano cercarti.

Sound cult track: jeanne moreau quella di truffaut cioè di fra

Grazia scrisse alle 12:30 | link | commenti (30) |
a parole, a parole con sottofondo

venerdì, agosto 26, 2005

caulonia, concerto di daniele sepe

caulonia, ciccio e i cumelca

Ero di là sullo ionio a stancare i piedi, stordire le orecchie e ridere gli occhi.
C’era Daniele e c’erano i Cumelca e poi altri convenevoli della musica tradizionale.
Si dovrebbe scriverne un kilometro delle albe aspettate allo sperone accordando fiati e mani ma tra un po’ si ripare e bisogna disfare la valigia, rischiarare la voce e massaggiare i polpacci.

Sound track – il cd che ho rubato dalla macchina di angelo ieri sera – quanno nasciste tu

Grazia scrisse alle 10:11 | link | commenti (25) |
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giovedì, agosto 11, 2005

passaggio sulla ss 106

ss 106, una sosta per bagnare gli occhi.

circumetnea, viaggi fotografici

litturina da Ciccum-Etnea, viaggio intorno alla stranizza d'amuri.

Grazia scrisse alle 16:36 | link | commenti (7) |
a parole scattate, a viaggi

mercoledì, agosto 03, 2005

ammare a maratea
tra un sud e un nord, tra un est e un ovest, tra un più su e un più giù, tra un qui e un là,
c'è un mare a metà strada, perfetto.
parole senza lingua e notti senza palpebre;
delizievole we, ma anche wahoo;
e.


sound track, tutte quelle della i-pod
eat track, tutto il pesce non a forma di pesce
video track, il mare affacciato

Grazia scrisse alle 15:26 | link | commenti (12) |
a parole scattate, a viaggi

venerdì, luglio 29, 2005

in viaggio, faccia al finestrino

a real man
everything is good
inspired by love and wine

(f.b. - I'm that - dieci stratagemmi, 2004)

Grazia scrisse alle 11:28 | link | commenti (5) |
a parole scattate, a parole di battiato, a parole con sottofondo

lunedì, luglio 25, 2005

qualche parola
su quel che resta dell' aMoRE dopo giorni duecentosessantatre di "preferisco non vederti" e "qui piove":
lui davvero più brutto,
io decisamente più bella.

seguirà:
-mail con poca poesia,
-azzeramento di tutti i miei sensi di colpa,
-revisone del concetto di rispetto,
-bicchiere di latte a basso contenuto di lattosio,
-spegnimento computer,
-perlustrazione parete ovest e (spero) morte sanguinosa della zanzara.

night dream track: in effetti era meglio se restavi come il poster di nick kamen
dance track: taranella, pizzica e tammorriata in testa

Grazia scrisse alle 00:09 | link | commenti (17) |
a parole, a chiacchiere

giovedì, luglio 21, 2005

a salina, equilibri
a lingua di salina, la mandorla a granita squisita e la spiaggia di sassi in equilibrio.
e noi, dovremmo diluirci in quell'acqua, con papille e pupille in estasi.
prenotare l'ultimo aliscafo, dove aver finito di contare i sassi.

sound track - domani canta otello profazio

Grazia scrisse alle 13:53 | link | commenti (7) |
a viaggi

lunedì, luglio 04, 2005

comunità del savuto in festa a Rogliano, concerto di Daniele Sepe
Abballati abballati
fimmini schiati e maritati
e si 'unn abballati bonu
nun ve canto e nun ve sono
e si 'unn abballati pulitu
ce lu dicu allu vostro zitu
Sciù sciù sciù quanti
fimmini ca ci sù.

concert track  - ieri sera, ero lì che cincischiavo l'aria fresca e bevevo il vinello paesano di Santo Stefano di Rogliano;
ed era tutto un bel chiacchierare.
ieri sera, ero lì che Daniele Sepe sparlottava su Francuzzo, eheheh;
ed era tutto un parlare di musica "necessariamente impegnata politicamente"  e di bandiere di an a sventolar ed io con la spada tratta lo citavo per difenderlo "l' artista è un ponte tra cielo e terra", a dire che la musica è al di sopra di compromessi terreni. 
E' vero che ci vuole il pelo sullo stomaco per cantare in mezzo ad uno sventolare di quelle bandiere e però, forse è, che il sufi ascende il palco e con un balzo di mistico stupore suona nell'essenza della musica, senza schieramento, senza corpo.
E' così, vero?

concert track2 - ieri sera poi, a Rogliano, Sepe ha ben avvolto con la sua musica la piazzetta agghindata di vino e pane e salsiccia; 
l' aria era ancora più leggera nei corpi tarantellati sotto al palco..c' era sangue che pulsava e muscoli che tiravano nelle note, a prescindere dalle bandiere.
E' anche così, o no?

Grazia scrisse alle 10:39 | link | commenti (28) |
a parole con sottofondo

martedì, giugno 21, 2005

Era l’altra sera ed era casualmente lassù.
Il  languore della vita era steso al solito posto, tra la sera e la mattina, e da basso gli acrobati che illudono il tempo, sfilavano al solito ritmo.
Assottigliata tra uno sbadiglio e una notte che poteva dormire a pancia all’aria su un giaciglio alla lavanda e sottofondo di pianoforte,
incespicò;
 tra la fronte e il mento, incespicò in certe parole affusolate nei fiati e fermentate nel rosso pastoso dell’aperitivo; un rosso di quelli speziati alla ciliegia dal retrogusto di erba fresca che si bevono piacevoli e ti accorgi dell’ebbrezza solo quando ormai è troppo gustoso per smettere.
 
L’altra sera, mentre era lì che casualmente incespicava e il telefono suonava e la città era un po’ più silenziosa e una musica che non capiva e uno sguardo che piegava,
la notte smise di pensare e la baciò proprio in bocca con un bouquet di papaveri.
 
 video track: volevo vedere "city of god"

Grazia scrisse alle 23:29 | link | commenti (22) |
a parole milano

giovedì, giugno 16, 2005

taxi à louage, verso sousse
Una strada attraversa un pezzo di Tunisia
e pezzi di umanità attraversano, anche in contromano, la strada.
Da un taxi à louage scivola ai lati il grano maturo verso un orizzonte che potrebbe avere il mare appena dopo la profondità del nostro sguardo.
E noi andavamo dondolate da ebbrezze analcoliche, verso spezie e agnelli sacrificali; sorseggiando thè à la menthe (avec pignon) all’uscita di un hammam.
Era solo un all inclusive, dilatato in all extra.

sound track (rubata a questa nuova casa di questo solito vecchio amico)
Alice – canta Francuzzo – I treni di Tozeur

Grazia scrisse alle 10:35 | link | commenti (23) |
a parole scattate, a parole di battiato, a viaggi

mercoledì, maggio 25, 2005

anima dell'alba

sound track, respiro della terra

Grazia scrisse alle 11:56 | link | commenti (12) |
a parole scattate, a parole con sottofondo

martedì, maggio 10, 2005

“Pesco dal sacchetto le parole, una ad una, e provo a disegnarne l’emozione”.

Una volta, era così facile salirci e scenderne.

Cambiava l’orario e il treno sapeva arrivare o partire, facendosi accompagnare dalla curva definita delle bocche; ora invece, il treno, poteva solo attraversare.

La borsa, groviglio di giorni saltati in padella, resta incastrata sotto la poltroncina dell’eu gonfia di panni sporchi; mi giro sull’altro fianco e la rivedo come una volta, condita di olio, salsa di pomodori e peperoncini, ferma sul marciapiede pronta per il viaggio.

Il ricordo è tutto disciolto, diluito nel mare che si vedrà tra qualche mezz’ora da questa parte del finestrino.

È solo un treno in fondo, troppo lungo è vero, però puntuale e poi, si ferma solo tre minuti.

Il tempo di una sigaretta. Che non fumo.

Sound track, rotaie da vicino

Grazia scrisse alle 22:38 | link | commenti (11) |
a parole con sottofondo, a parole milano

martedì, aprile 26, 2005


san calogero, oppure iogalleggiando,
qui nel mezzo della mia vita,
non mi restano che gli occhi.
per le parole,
aspettiamo un pò.

sound track, mare su scogliera

Grazia scrisse alle 18:22 | link | commenti (13) |
a parole, a parole scattate

martedì, aprile 12, 2005

isola, libera-menteoù se trouvent les mots?
et, moi?

Grazia scrisse alle 22:13 | link | commenti (32) |
scelte

giovedì, marzo 24, 2005

di notte, pontile o mare
e poi finisce che finiscono pure i finali
            e le parole che non parlano e non parolano più
s'addormentano in macchina,
parcheggiate nel parcheggio del centro commerciale
aspettando il tre per due sugli scarti delle noci di cocco.

e poi inizia che con piccoli tocchi di caos
come wim mertens nel suo ventre
aderisco all' ordine delle cose
nel senso in-condiviso.

e che volete?
qui, si pesca di notte.

abbassate il volume che ho mal di testa
e l'agnello di zucchero mi dà nausea, chiudete quel frigo!

Grazia scrisse alle 20:29 | link | commenti (17) |
a parole

martedì, marzo 08, 2005

Certe mattine
arrivano le dieci e, tutto quello che ne anticipa la percezione,
gusta di orzobimbo con cereali,
suona di una radio da lontano,
colora della luce filtrata dalle tapparelle,
conosce i passi felpati di mia mamma,
legge parole del libro avvolto insieme a me nella copertina,
respira piano per non smuovere l’aria immobile,
guarda con gli angoli degli occhi assottigliati se il mondo è ancora sulla scrivania,
stiracchia piano i piedi e le dita delle mani raccolte a pugno.
Tutto quello che c’è prima delle dieci è una veglia del sonno,
un’ immagine dilatata dello spazio,
un senso espanso del tempo.

Altre mattine,
le dieci arrivano che hanno già vissuto ogni emozione e mischiato pezzi e avanzi della notte, voci e umidità di un giorno pieno.
Stupore di una nevicata,
tristezza per un sms che non risponde,
orticaria per una macchina che non parte,
corsa verso una cosa che non vuoi fare.

Una specie di vaffanculo insomma,
niente di straordinario,
un feedback come un altro,
solo, peccato che arrivi prima delle dieci.

suona ora giorgio gaber - chiedo scusa

Grazia scrisse alle 22:57 | link | commenti (17) |
a parole

mercoledì, marzo 02, 2005

All'arme all'arme la campana sona
li Turche so'  sbarcati a la marina
chi tene 'e scarpe vecchie se l'assòla
c'avimm'a fare nu lungo cammino.

Quant'è lungo stu cammino disperato
e sta storia se ripete ciento volte
nuie fuimmo tutte quante assai luntano
quanno sona la campana.

musicanova, quanno sona la campana, 1980
(da ascoltare a casse piene)

p.s.
e non c'è verso; mi giro e mi rigiro
e sempre m'aggroviglio.
e non c'è senso; mi penso e mi ripenso
e dunque mare tutt'intorno sia.

Grazia scrisse alle 13:58 | link | commenti (23) |
a parole con sottofondo

venerdì, febbraio 25, 2005

Di ritorno,
gioco a freccette con le spalle al bersaglio;
così, per diluire ancora di più il tempo dell' attesa.

Sylvia Plath,
diceva così
"siamo rimasti a casa a scrivere,
 a consolidare i nostri io distesi
".
Grazia,
lesse distrattamente mentre il treno stemperava la notte
e le parve un'alibi perfetta.
Geniale;
che stronza.
I suoi  io erano ormai
rarefatti
rintontiti.
Non valeva imbonirli.

Ingannevole è il cuore più di ogni altra cosa,
lo regalò,
una volta che tornava e voleva chiedere scusa;
lo lesse per prima.
ed ora,
le mancava
il comodino,
persino,
il comodino che lo sosteneva,
le mancava.

sound track, prendo il vento - il parto delle nuvole pesanti

Grazia scrisse alle 11:49 | link | commenti (12) |
esercizi di scrittura, a parole con sottofondo, a parole su parole

venerdì, febbraio 18, 2005

 in ritiro,
sul lago,
quello maggiore;
grazia,
s'aggiusta le ossa, smussa gli angoli e si rappresenta alla teatrale maniera della stregoneria piennellistica.
tiè.

p.s.
e qualcuno apre ascelle a vuoto, un pò più giù

Grazia scrisse alle 01:13 | link | commenti (5) |
a chiacchiere

martedì, febbraio 01, 2005

memoria delle mie puttane tristi
al solito,
sventro e sbrano ogni parola, una dopo l'altra con bulimia ossessiva;
disfatta e madida di sentimento,
arresto la corsa delle pupille sulla penultima pagina:
l'intuizione della fine di quel cerchio perfetto di significati affusolati a significanti divini e magici,
m' immalinconisce.

Con Marquez finisce sempre che non finisce.
Almeno non in veglia.
Pensai si trattasse di diletto malsano della mia mente che ha necessità di lasciare in sospeso le godurie più perfette;
ed invece si tratta di angoscia.
Che tutto finisca.
Che siano le ultime cose che scrive.

..ecco com'è che va il mondo ( per dirla alla battiato)

n.b.
Francuzzo dovrebbe trattarne dei suoi personaggi.

sound track: bossa nova

Grazia scrisse alle 22:45 | link | commenti (21) |
a parole su parole

giovedì, gennaio 27, 2005

 Carico di lussuria si presentò l’autunno di Bengasi..

lo so che siamo in pieno inverno, in piena neve, in piena faccia, direi, ma bisogna sempre essere in tema? In tinta, in tono e in sintonia?

Stanotte ad esempio, mi sentivo una tangente lamentosa delle due rette parallele che portavano da lassù a quaggiù;
ciuf ciuf

qualche giorno fa invece, mi sorprendevo serena nella perfetta posizione del sonno incavato nell’ascella, mentre il mare parlava e l’alcool rimischiava le viscere;
mhm mhm

oggi pomeriggio poi, ho presagito lo stridere giocoso del dis-accoppiamento del colore delle scarpe con le righe delle calze (giammai lo feci, semper recidiva sono)..
ih ih ih

Questa storia dell’ equilibro, del bilanciamento, del pareggio della concomitanza e della consonanza, non la condivido; e l’animale che mi porto dentro inizia a sospettare.

I tarli, vecchi parassiti dei neuroni che vivacizzano di tanto in tanto le sinapsi, spesso mostrano nuove strategie, ed ecco dunque che non mi chiedo più il perché ma il per come, illudendomi di capirci qualcosa e abbozzando una danza, i soliti vecchi valzer viennesi.

Strani giorni, aromatizzati di propoli e chiacchiere da vicino e ricette piemontesi emozionevoli.
Viviamo strani giorni, di febbri, manzi e orde di vane promesse.
Uno pensa sempre che si tratti di febbre, e invece è proprio tutto vero.

Mi è pure capitato di chiedere dritto negli occhi e di ricevere una nuca in omaggio per fare un paio di flessioni.

p.s.
All’Alcatraz, Francuzzo armeggiava con una specie di mixer e, mixava; tutta quella roba commerciale che s’è fidato di fare, la mixava.
Sempre Battiato sei, ma ora che scendi giù, sii più sobrio, che tanto saremo in pochi intimi.

Grazia, tra catatonia e schizofrenia, sceglierei di tornare sempre; dopo ogni viaggio anche senza sigillo di autenticità, torno.

Grazia scrisse alle 22:40 | link | commenti (14) |
a parole di battiato

giovedì, gennaio 13, 2005

Ri

parlare, senza parole dello stesso argomento stesi a testa in giù; potrebbe essere un effetto della viziata circolazione del sangue a rendere tutto così ostruito.

Ri

pensare, a palpebre distese a tutta quella luce che entrava a infrangere le retini quando il mare era come il cielo e il cuore pareva nuotare.

Ri

pittare, le pareti con tutte le scartoffie fotografiche e gli appunti di viaggio scritti a ferro e a penna.

Ri

provare, a convincermi che chi rinuncia, fa la fine di quel cocozzaro che perse il conto nella conta delle cocozze e per orgoglio non azzardò una risposta.

Ri
pulire, i piatti stinti da tutti i ragù e le frittate con basilico che hai impastato, mentre ignara della trama perniciosa, prestavo occhi e orecchi ad Orfeo.

Ridere

ridere

ridere ancora e riscattare una canzone che m'appartiene.


sound track

fumo di una sigaretta, f.b.,1968

Grazia scrisse alle 00:36 | link | commenti (24) |
a parole

sabato, gennaio 08, 2005

il parto delle nuvole pesanti

 In galleria arriva una specie di sanscrito stressato da un suono acuto,

dal labiale si capisce però che è calabrese;

(Con questa storia dei punti di vista, in questo caso dei punti d’ascolto, finirò per crederci davvero all’inesistenza della realtà oggettiva)

ci sono morbide luci e però non ho di che scattare.

Amen.

Oppure apriti sensibilità altrove,
non in questo teatro.

 

M’innamoro nell’ordine sconosciuto:

di un si nel sorriso invece del no (di uno schiacciante no negli occhi);

del braccio che sfila la manica di una giacca fucsia;

del silenzio carico di attesa dopo la nota che attacca;

del bum dopo il bam delle percussioni sanguigne;

del punto esatto in cui una collina di poche luci staglia il cielo nero nero;

della liquidità della strada dei due mari in questa notte;

di mia sorella che s’addormenta mentre mi racconta dell’armonia di uomo che ama un altro uomo;

del tuo sonno che mi attraversa la mente;

di tutto quello che farò.

Mi alzo al mattino
con una nuova illusione
prendo il 109 per la rivoluzione
e sono soddisfatto
un poco saggio un poco matto

Grazia scrisse alle 11:20 | link | commenti (11) |
a parole con sottofondo

lunedì, gennaio 03, 2005

ecco il proponimento confessabile per il duemilacinque:
cercare un luogo da cui non siano più percepibili le quantità; un luogo avulso da bilanci e calibrazioni.
una prateria sconosciuta ai troppo e ai non abbastanza contornata di
una pasta al dente, un sorriso di Gioconda, una pista elettrica con due macchine due.

segnalibro: chi ha spostato il mio formaggio? di Johnson Spencer






Grazia scrisse alle 13:12 | link | commenti (11) |
auguri

mercoledì, dicembre 29, 2004

sospendo a mezz' aria il senso noto di questa notte,
così, per capire se c'è un altro finale.
la parete si accende e poi si spegne nel ritmo ipnotico dell' intermittenza random;
bivacco e succhio semi di zucca.
psicocibernetica,
il capitolo quarto è uno tsunami...

 rammento quelle canzoni che cantavo al di là del tono;
rammendavi con stucco e prendevi ogni sera il trenino.

cercavo di indurire i polpastrelli e le corde saltavano e
le parole erano più forti e la musica si scioglieva nella stanza;
si scivolava poi
che era una meraviglia.

..con candelabri in testa o come le balinesi nei giorni di festa
















Grazia scrisse alle 01:02 | link | commenti (18) |
a parole, a parole di battiato, a parole su parole

venerdì, dicembre 24, 2004

* * * a u g u r i * * *

            * * * a u g u r i * * *

* * * a u g u r i * * *

Grazia scrisse alle 10:03 | link | commenti (7) |
auguri

giovedì, dicembre 23, 2004

Detesto ogni fiato e bagliore;

resto solo per quella parola che non conosco ancora.

Ho pensato al buio che filtrano i
fari spenti nella notte, in questa ad esempio, ed ho riso;
chissà che effetto che fa.

 

Resto solo per una parola che non conosco ancora;
pronunciarla potrebbe salvarmi dalla melassa di mediocrità dove, senz' arte nè sforzo, hai intinto il fascio di nervi sentimentale.

 

se questa è 'notte, che dormi pure.





Grazia scrisse alle 01:09 | link | commenti (5) |
a parole

mercoledì, dicembre 15, 2004

la notte dell'emigrata
rotolare sulle rotaie nel rotocalco lungo 12 ore;
chiacchiere sul lavoro, sulla politica, sulla cucina tipica, sul tempo e sulle bande armate.
nausee e libri che non riuscirò a leggere.
da sud a nord,
da qui a te, e oltre.




Grazia scrisse alle 10:22 | link | commenti (10) |
a parole

mercoledì, dicembre 08, 2004

certi risvegli sono pallidi,
altri orfani di membra, perse in battaglie oniriche ricche di effetti speciali.
stamattina è pallido il cielo, non trovo un braccio e manca la mente.
quella mente (catta), insegue ancora un nostro sogno.
giorno incespicato, benevenuto.

(e stanotte dormirò sulle rotaie).







Grazia scrisse alle 10:01 | link | commenti (8) |
a parole

lunedì, novembre 29, 2004

Le cose più importanti sono sempre capitate, tra capo e collo, ai margini della mia consapevolezza.
Questa serata con luna appesa troppo in alto per le mie fantasie,
riceva l'oblazione dell' incosapevolezza che mi lascia vivere leggera, senza alcuna importanza.

monsieur, s'il vous plait, j'ai besoin de rire.

con te dovrò combattere, non ti si può pigliare come sei







Grazia scrisse alle 19:49 | link | commenti (15) |
a parole con sottofondo

lunedì, novembre 22, 2004

Parto e torno, ri-parto e ri-torno;
il dis-equilibrio diventa più fluido e certi perimetri in cemento e filo spinato diventano sfumature.
In effetti, ci sono anche dei calessi che passano;

osservo e sospendo il giudizio.

 

Entro ed esco, ri-entro e ri-esco;

lascio la porta socchiusa e gli spifferi centrano le reni.

Poteva essere solo pnl e quello solo un principe triste per aver addomesticato una volpe ed una rosa lontana.
Il gioco del poteva essere m’incanta e allora,

 poteva essere che io continuavo a scrivere sulla sabbia umida e che l’aereo non atterrava mai.

 E questa, poteva essere solo una canzone

 

Leggo dentro i tuoi occhi
da quante volte vivi
dal taglío della bocca
se sei disposto all'odio o all'indulgenza
nel tratto del tuo naso
se sei orgoglioso fiero oppure vile
i drammi del tuo cuore
li leggo nelle mani
nelle loro falangi
dispendio o tirchieria.
Da come ridi e siedi
so come fai l'amore
quando ti arrabbi
se propendi all'astio o all'onestà
per cose che non sai e non intendi
se sei presuntuoso od umile
negli archi delle unghie
se sei un puro un avido o un meschino.
Ma se ti senti male
rivolgiti al Signore
credimi siamo niente
dei miseri ruscelli senza Fonte.
Vedo quando cammini
se sei borioso fragile o indifeso
da come parli e ascolti
il grado di coscienza
nei muscoli del collo e nelle orecchie:
il tipo di tensioni e di chiusure
dal sesso e dal bacino
se sei più uomo o donna
vivere venti o quarant'anni in più
è uguale
difficile è capire ciò che è giusto
e che l'Eterno non ha avuto inizio
perché la nostra mente è temporale
e il corpo vive giustamente
solo questa vita.
Ma se ti senti male
rivolgiti al Signore...

 (FB - Fisiognomica 1998)

ed ora potrei anche andare a mangiare con le mani la pasta con le noci e la rucola; vado.

 














































Grazia scrisse alle 13:11 | link | commenti (12) |
a parole, a parole di battiato

mercoledì, novembre 10, 2004

E anche se risposte non ce ne sono, io insisto con le domande;

e anche se le partenze sanno di abbandono, io continuo a partire e a tornare e la follia s’insinua nella ferraglia di un treno o in un’allucinazione da xamamina;

e anche se ho scartato la polpa e gioco con il nocciolo,

succhiando il sapore legnoso della pianta, mi sazio pensando che sia nettare;

e anche se è doloroso, stringo i denti e porgo l’altra guancia.

 

E anche se pensi che basta chiudere la porta e lasciarmi con tarli e gabbiani sulla spalla, io continuerò a scrivere sulle pareti con ferri e colori, la passione che ho per te.

E anche se il freddo è arrivato, metto sempre la giacca leggera per accucciarmi poi al caldo e concentrami con leggerezza, per un momento, sulle previsioni del tempo.

prendi questa mano zingara, dimmi pure che destino avrò..

Grazia scrisse alle 18:49 | link | commenti (17) |
a parole con sottofondo

martedì, novembre 02, 2004

ora, si potrebbe anche andar via; con questo vento e questa sofferenza, sarebbe tutto meno doloroso.

Grazia scrisse alle 15:28 | link | commenti (16) |
scelte

venerdì, ottobre 29, 2004

L’amore è uno solo, checché ne conteggino;

il resto, sono solo cioccolatini da discount, con il prendi tre paghi due.

 

Di kilometri ne ho fatti tanti prima scartarli tutti, i cioccolatini.

Poi mi sono fermata in autogrill ed ho buttato la scorta.

Poi mi sono fermata un po’ più in là ancora, per un calo di zuccheri improvviso.

Poi mi sono fermata e non ne avevo le palle.

In testa avevo ancora il rombo dei bolidi che sorpassano nella terza corsia e i clacson dei camionisti che proseguono in processione sulla prima corsia. Io, nel mezzo; la corsia degli indecisi, dei pigri, del quieto vivere. Quelli che non hanno armi e logiche di sorpasso avanzate, ma una macchina a noleggio; gli idealisti, quelli che si scartavetrano il cuore con lo struggimento, pur di non strapparlo.

Cioè, io.

E ricordavo, mentre le parole impazzivano e il rospo bloccava il mio respiro, che non avevo trovato i previsti banchi di nebbia tra Barberino del Mugello e Roncobilaccio, che la pioggia non mi aveva raggiunto, che quel ragazzo era morto ed io distrattamente lo avevo saputo e distrattamente continuavo a vivere, che davvero avevo mangiato troppo cioccolatini.

Grazia scrisse alle 20:26 | link | commenti (11) |
a parole

mercoledì, ottobre 27, 2004

La partenza da Milano

- esci da piazza Napoli e gira a destra, cioè prendi la circonvallazione verso casa mia; ok?

- Si.

- Dopo la Esselunga di viale Cassala gira di nuovo destra.

- Si.

- A questo punto, vai sempre dritta per 1200 km e arrivi in Calabria.

- Grazie.

 

Se non ci fossero gli amici, non arriverei da nessuno parte. Se non ci fossero loro, non vivrei o spleen nostalgico per l’abbandono della city. Ora mi avrebbero tirato su, ora si.


Intanto, ho ridotto le intolleranze da 35 a 7.

- sei stata brava, complimenti. i tuoi sforzi sono stati compensati.

- Si? E da cosa?

- Beh, non hai più le intolleranze al lievito e..

- Avevo fatto la scorta di pane azzimo dello zio elio.

- Beh, gli alcolici, il luccio, i crostacei, le carni rosse, lo zucchero, i pomodori..

- Basta così, l’elenco lo conosco.

- E allora? Non sei contenta di aver superato tutte queste intolleranze?

- No, ho ancora il disgusto per la vita e l’intolleranza per me.

- Ecco, prendiamo i fiori allora.

- Come vuoi.

- ….

- ….

- Di nuovo il rimedio anti panico? Grazia, ti prego, abbi cura di te.

- E secondo te, se potevo avere cura di me venivo a darti questi cento euro?

 

Se non ci fossero i veghisti e i loro rimedi di fiori diabolici, non avrei saputo come spendere i miei soldi nella farmacia omeopatica.


Lo ribadisco,

non si tratta di un calesse.




Grazia scrisse alle 12:11 | link | commenti (14) |
scelte, a parole

lunedì, ottobre 25, 2004

Torno da un giro di passi incespicati e di occhi coperti da un basco a strisce.

- signorina si sente bene?
- si, deve essere entrato un moscerino.

Non ci si commuove scendendo dal tram davanti alla fnac? no, forse no.

Insisto con il pensiero e continuo a colpire borse, sacchi dello shopping sonnacchioso, spalle, braccia e zaini.

Scusi, scusa, scusate; mastico parole con senso condiviso e cortese per non perdere il contatto con il mondo.
E però, forse del mondo restano solo corpi che scivolano veloci e che sbattono contro la mia lentezza; e allora, non vale la pena insitere.
Ciao mondo, gira lontano e non distrarmi con i tuoi specchietti di chanel per allodole di lusso
...tra l'altro, non vedi che stamattina ho abbinato i colori come le lune che mi girano in testa?
 

Credetemi, non era un calesse.






Grazia scrisse alle 17:53 | link | commenti (1) |
a parole milano

Scendo lenta le scale, anche di notte questa città è rumorosa.
L’aria è calda, e mi sento sospesa, i passi sono più leggeri e mi sono ancora più vuota.

Cerco un pretesto di pensiero da seguire che mi porti nel mondo opposto al tuo; ne trovo un milione per inseguirti sempre più da vicino, piuttosto.

È ingrata anche di notte milano; cerco il sud e vorrei incamminarmi a piedi.

Piano, scivolo piano e vorrei diventare nuvole soffici e raggiungerti all’alba; abbandonare la carne e la pelle e diventare sorrisi solo per te.


Grazia scrisse alle 11:02 | link | commenti (5) |
a parole milano

venerdì, ottobre 22, 2004

era solo un treno che tornava lentamente mentre io sbattevo la testa e la ferraglia fendeva l’aria con violenza.
una manciata di inquieti secondi e un lampo di paura folle.

va bene, si si, va…e però fa le fermate intermedie e ci mette un po’ di più ad arrivare.

pazienza e santità delle emozioni.


Grazia scrisse alle 22:23 | link | commenti (7) |
a parole milano

mercoledì, ottobre 20, 2004

Mentre ero qui che tornavo,

 ho pensato che dovevo pur far qualcosa per questa mezza tonnellata di parole sospese sulla punta;

e no, non potevo più far finta che fossero gli avanzi di qualche cena
incastrati tra un canino ed un molare.

Ecco dunque le parole e la punta di decollo, ritorniamo.

Piano però, non spingiamo..


Grazia scrisse alle 20:22 | link | commenti (3) |
scelte

sabato, ottobre 02, 2004

To be a kangaroo
to be a spider
metamorphosis is coming.

(F.B., 23 coppie di cromosomi - Dieci stratagemmi, 1/10/2004)





Grazia scrisse alle 01:13 | link | commenti (3) |
a parole di battiato

martedì, settembre 21, 2004

mhm

Grazia scrisse alle 22:22 | link | commenti (5) |
scelte

sabato, agosto 14, 2004

le parole del precedente post sono state ritrovate nel taschino del pigiama di pietro. In preda alle allucinazioni, dovute si presume ad una eccessiva esposizione solare,  ha scritto queste poche parole nella notte e poi ha fatto perdere le tracce. L'insano gesto diffamatorio nei confronti delle cara grazia è sopraggiunto subito dopo il rifiuto di vitantonio, amico d' infanzia del quale è sempre stato innamorato, dopo avergli dichiarato i suoi più segreti sentimenti. In preda alla disperazione, pietro ha chiamato vito gassi, noto inventore di storie, e si è fatto prestare uno dei suoi film, pur di giustificare al suo cuore l'atroce rifiuto dell'amico amato.
pietro, torna presto, vedrai che vitantonio prima o poi accetterà la tua impotenza e ricambierà il tuo amore. baci, grazia



Grazia scrisse alle 11:22 | link | commenti (4) |
a chiacchiere

venerdì, agosto 13, 2004

Quando meno te lo aspetti. Un ingegnere ha risolto l'equazione del mio cuore. Finalmente ho trovato l'amore. Vitantonio per te voterò anche MSI. Ringrazio Pietro per averci fatto conoscere, il nostro primo figlio lo chimeremo come lui.. for ever Grazia

Grazia scrisse alle 21:35 | link | commenti |
a chiacchiere

domenica, agosto 01, 2004

mi dissocio dai giorni che verranno;
vado in ferie.

Grazia scrisse alle 10:06 | link | commenti (15) |
a chiacchiere

lunedì, luglio 26, 2004

Gaudium et laetitia
"Gaudium è il piacere che l' anima prova quando considera sicuro il possesso di un bene presente o futuro, ed un bene è in nostro possesso quando è in nostro potere il poterne godere quando lo vogliamo".
"Laetitia è un piacere allegro, uno stato nel quale il piacere predomina in noi (in mezzo ad altre sensazioni talvolta contraddittorie)".
disse Cicerone, ribattè Leibniz, visse Grazia affannosamente.



Grazia scrisse alle 21:20 | link | commenti (15) |
a parole su parole

domenica, luglio 18, 2004

Scusate, ero di là in giardino a coltivare un pò di sane riflessioni.
Come passa veloce il tempo quando si annaffia la coscienza. Non ero da sola, certo che no; una zanzara della comunità mi ha tenuto compagnia...zzZzzZZzzz...distraendomi dai giochi con le parole, dalle parole con i giochi, dai giochi di parole. Dalle parole.
Qualche buona parola di Roland Barthes e dei suoi Frammenti di un discorso amoroso, pure.

Grazia scrisse alle 20:28 | link | commenti (38) |
a parole

venerdì, luglio 02, 2004

Words, are of course, the most powerful drug used by mankind.
R.Kipling, dice
Grazia, va in comunità



Grazia scrisse alle 08:32 | link | commenti (42) |
a parole su parole

lunedì, giugno 28, 2004

Un kilo di parole sfuse, aromatizzate alla solitudine; un pinzimonio misto di egoismo e presunzione per inzupparle con tutte le dita e poi, questo blog per la rappresentazione del divino convivio.

Venite copiosi e avidi a cibarvi del parolaio che tesso per voi, delle essenze che mesco per voi.

Succhiate il nettare dalle conche stilistiche che invento e dai prestigi con cui inganno, traetene finte ispirazioni.

Ai complimentosi anonimi e compassionevoli presenze dei giorni di sofferenza che spennello qua e là, mostro i fragili fili della mia mente e, le combinazioni per rubarmeli.

Avida di lemmi e sillabe armoniose mi alimento delle tracce del vostro passaggio, mi nutro infingarda della vostra pietà.

Pantagruelica fame ma, dieta di intenzioni e supposizioni.

Dice questo. Sostiene questo. Me lo vomita addosso per puro svago lungo un’alba e dentro una hall pienavuota con soffitto ad arcate; le adorna le parole con punti e virgole di un linguaggio non verbale ma assai rumoroso.

Io, piuttosto no.

Tu, piuttosto lunaticoambiguoirriverentesprezzanteuomodigiochettiseduttivi; o anche impertinentepiacevoleuomochemimanca.

C’è già qualcosa di scritto; ne sfuggo la lettura, come si conviene.

..ti distingui dal luogo comune

p.s. il limite delle parole dà la complettezza del senso.






Grazia scrisse alle 23:59 | link | commenti (18) |
a parole

sabato, giugno 26, 2004

Sono fuori per problemi esistenziali.
Tornerò, forse, chissà, se la creatività trionferà.

P.s. a Mola, vivono gli animali più strani.


Grazia scrisse alle 15:34 | link | commenti (9) |
a parole

mercoledì, giugno 23, 2004

Mercoledì.
Reduce di una notte di sogni ri-frangenti, arriva quasi di contropiede a metà settimana con pretese di ri-flessioni ri-stabilizzanti; gira lo specchio da questa parte proprio mentre schiaccio on/off e ri-flette invece un'altra ri-flessione sulla necessità di flessioni per gli addominali (flosci).
A questo punto il riflesso mi disorienta; provo ad arrampicarmici distraendolo con flessioni verbali penose (infatti non mi crede e continua a riflettere le improbabili flessioni muscolari).
Intanto sul bus, per ingannare la riflessione sfilaccio un pò di sentimenti dall'ordito principale e leggo della lieve flessione dei prezzi delle coscienze.
Con una vaga flessione meridionale, qualcuno mi fa segno e mi domanda il nome...ma non siamo ancora a mercoledì?

Grazia scrisse alle 14:24 | link | commenti (22) |
a parole

martedì, giugno 22, 2004

Saboto la sana santa saggezza
Sevizio il sedizioso selvatico sentimento
Sibilo le sinuose e snocciolate sillabe
Sondo il solito solitario soprappensiero
Succhio il succoso suadente suono
Suggello il sublime superbo supplizio

Salgo su sensi simmetrici solubili in soluzioni sudice
Sento sottofondi schiantati su superfici sudate
Simulo singulti sintetizzati e scanditi in sinfonie sofferte
Sostengo sovversive sospensioni
Sudo sul serio sullo sfondo sfuocato

(sfottò in esse o piuttosto sfogo, sfruttamanto e sfacelo di sillabe)

Summer on a solitary beach.

Grazia scrisse alle 14:35 | link | commenti (20) |
esercizi di scrittura

lunedì, giugno 21, 2004

Venerdì sera - mentre l'italietta pareggiava e il mio es prima classe con succo ace e salatini in omaggio, arrivava in anticipo rispetto alle splendide previsioni e qualcuno mi riempiva di sensi di colpa semi-sportivi, mi ritrovai appunto nella crusca, come anticipato.
Poco; molto poco dirò perché alcune parole ridono ancora, altre sfuggono.
Venerdi tarda sera – Moscacechus, ovvero giochi e pestaggi linguistici di lemmi e pronostici sulla convivenza con una rumena, il suo Fosco e le piantine; tra un tiro e un altro buon tiro.
[In output, immagini casuali seppur stimolanti; colpi bassi sui denti e corrispondenze di sensi sommarie ma soddisfacenti…laddove le ricerche ancora non profilano.
In input, conferenza biascicata con il calabro delle stilo e delle aston prestate e incendiate la prima notte di nozze.]
sabato mattina - con annessa conoscenza della guardia giurin giuretto che dorme su un divano similpelle sul quale una mosca è restata invischiata dopo essersi cimentata nella cottura di un uovo sodo in tre minuti per la preparazione di un’insolita insalata di riso alle tre di notte (da qui, necessitate propoli);
[ La guardia che rimbocca le coperte alle carene della sua moto, un giorno, sarà oggetto di un saggio sui “disequilibri funzionali al mantenimento dell’eccezione che conferma la regola – ovvero come guardare le partite alla playstation bestemmiando e ridere dei video di esecuzioni in tempi di guerra ed essere autorizzati a portare una pistola alla cintola”; quindi evito di anticiparvene le divine corrispondenze e le forme geometriche.]
sabato pomeriggio - di lentezza tra dvd di amori eterni e fotomontaggi di matrimoni e fotoromanzi spremuti in lettere;
sabato sera - abbiamo avuto decisamente Fortuna ed incontrato un esemplare di toscano anomalo che rivolge la parola ai non addetti alle acca aspirate e non gira le spalle alla mosca (capite il perché);
sabato notte - incubazione della malattia infiammatoria della mosca;
domenica mattina - sfruttamento dello status di ospite, ancora cornetti;
domenica a pranzo – monsieur, il faut changer le vin, on n’as pas celui de votre choix.. e la tascamosca ci rimane male; [però, che carino a portarmi a pranzo sul colle fiorentino – emotichon del sospetto -]
domenica pomeriggio - simmetrie sconcertanti (e de-concentrazione della mosca che mi masterizza un cd.. ma ma…..vuotooo);
domenica pomeriggio o quasi sera - il treno non c’era più; ma stavolta sono salita su un intercity e seppur tarda l’ora e seppur fastidiosa l’otite, Ge stava in centrale a recuperarmi.

p.s. per onestà intellettuale, avverto i lettori sprovvisti di tutte le chiavi di lettura di questo post, che in questo preciso momento qualcuno ricerca la kw “lemmi” nel motore immagini di gughel.


Grazia scrisse alle 11:11 | link | commenti (18) |
a parole milano

venerdì, giugno 18, 2004

Io non so ben ridir com'i' v'intrai,
tant'era pien di sonno a quel punto
che la verace via abbandonai.

(fine settimana nella crusca)

Grazia scrisse alle 13:57 | link | commenti (13) |
a parole su parole

mercoledì, giugno 16, 2004

Indugio sul pensiero stupendo;
sono stupefatta,
trattasi di stucchevole manna.
Qualcuno si crogiola nelle splendide previsioni, ma non sono io; è quella testa smarrita che dorme sul mio cuscino quando cedo il tempo al sonno.
Sarebbe davvero mostruoso cedere a queste battute; meno male che qualcosa strozza l’aria di stamattina ed escono solo parole di riso.
(Intanto butto un pensiero amorevole in aula esposta al sole in cui verrà fuori un talento sperlucente; una donnina sotto esame).

Grazia scrisse alle 09:22 | link | commenti (20) |
esercizi di scrittura

p.s. qualcuno mi dice perché sono spariti i comandi per la formattazione del testo nel mio pannello di controllo?

Grazia scrisse alle 09:22 | link | commenti |

lunedì, giugno 14, 2004

Io e mia sorella
- di domenica pomeriggio
- nella macchina piena d’aria
- con i piedi di sabbia
- ubriache di sole
- cantavamo sfrontate
- incontro alla sua prima x

Mentre la notte scendeva, stellata stellata
lei affusolata nel buio dormiva incantata
E chi mi prende la mano, stanotte, mio Dio
forse un ragazzo, il mio uomo, o forse io

Lontana la quiete, montagne imbiancate di neve
e il vento che soffia, che fischia più forte e più greve
E chi mi sfiora le labbra, chi mi consola
forse un bambino già grande, o io da sola

Passava la notte, passavano in fretta le ore
la camera fredda già si scaldava d'amore
Chi troverà i miei seni avrà in premio il mio cuore
chi incontrerà i miei seni avrà tutto il mio amore

La luce discreta spiava, e le ombre inventava
mentre sul mare una luna dipinta danzava
Chi coglierà il mio fiore bagnato di brina
un principe azzurro, o forse io adulta, io bambina

Mentre la notte scendeva, stellata stellata
lei affusolata nel buio sognava incantata

Chi mi dirà buonanotte, stanotte, mio Dio
la notte, le stelle, la luna, o forse io

(Sei ottavi - Aida - Rino Gaetano, 1977)

P.s. o soprattutto Ma Il Cielo E' Sempre Più Blu

Grazia scrisse alle 11:50 | link | commenti (22) |
a parole con sottofondo

sabato, giugno 12, 2004

- una granita di mandorle, grazie.
- per me alla fragola con panna, prego.


ho mangiato una granita di mandorla seduta sotto al mandorlo mentre scansavo con mani manti di mandorlate parole.
..
o forse anche un gelato al limone, un gelato al limone




Grazia scrisse alle 21:40 | link | commenti (14) |
a parole con sottofondo

venerdì, giugno 11, 2004

Abbagli strepitanti in una notte di veglia senza altare. Da questa parte del letto non s’intuisce l’intenzione del giorno e forse è meglio così; anche oggi avrei voluto non smuovere l’aria.

Ho accesso incensi e atteso le ceneri del buio mentre Jean Baudrillard impartiva le sue lezioni di rappresentazione sottovoce; il mio sottopensiero era però impegnato in una partita a boccette.

Questa è una milonga che consuma anche la polvere o sono vecchi valzer viennesi; il languore desolante è indistinguibile.

Inoltro un allegato di un paio di mesi.

Grazia scrisse alle 09:21 | link | commenti (17) |

giovedì, giugno 10, 2004

Avevo pensato di mettere in quarantena un certo muscolo ma, qui si respira che è una meraviglia.
Una granita con i pezzi di mandorle, grazie.
Scusi, si sposti un pò più in là mi copre la vista del mare.

...che il diavolo è mancino è subdolo e suona il violino

Grazia scrisse alle 09:12 | link | commenti (12) |
a parole

mercoledì, giugno 09, 2004

f e r m é .

Grazia scrisse alle 09:54 | link | commenti (8) |
scelte, a parole

martedì, giugno 08, 2004

Qui c'era un post in cui si parlava di un dito scannato e di un' iniezione antitetano.
Banale pezzo di tempo inopportunamente riportato.

Grazia scrisse alle 09:01 | link | commenti (23) |
a parole milano

venerdì, giugno 04, 2004

Dedicami una canzone, una musica o un suono del silenzio;

ricambierò con un sogno, una parola o un filo per equilibristi.

(intanto, ripasso gli angoli delle pareti con scatti filtrati dal grigio e inganno l’inganno del sonno)

Grazia scrisse alle 23:20 | link | commenti (22) |
a parole

mercoledì, giugno 02, 2004

 E’ nelle sere come queste, quando le case attorno a me si risvegliano e con il caldo mostrano le gambe dai balconi spalancati e accendono fiammelle all' aria inaspettatamente accogliente che mi trovo a disagio; con la vita intendo.

 In ogni posto in cui sono stata, paese, città o metropoli che fosse, in queste sere si aprono i cuori di ogni cosa, animata e anche non; e mi ritrovo con i petali dei gerani in mano e sorrido pensando che quella laggiù, alla fine di quel pensiero sia la vita che mi fa segno.

 Ed eccola forse, proprio qui, in questo angolo di Milano dove prima viveva un gatto; a mani piene mi regala i cocci del paradiso che fu e divento leggera leggera sottile sottile sorridente sorridente..divento proprio Lei…la comparsa in uno spot del mulino bianco.

Eccomi, penso, anche io vivo, finalmente nel concetto condiviso di normalità!

 Ma poi mi guardo intorno e non vedo i lillipuziani e allora capisco che non devo esagerare, anche se sono omeopatiche e soprattutto che la televisione è meglio girarla con il monitor contro il mobile e attivare il blocco volume. O magari spegnerla.

 Passa la fantasia umida di felicità normalizzata e resta questa sera; una di quelle alla fine di giorni senza regole stagionali in cui la nostalgia ancestrale si attacca al mio intestino e a grossi morsi ne strappa i pezzi.

 

 Devo ancora capire se l’arnica ha effetti collaterali indesiderati o desiderati.

Grazia scrisse alle 18:08 | link | commenti (22) |
a parole milano

martedì, giugno 01, 2004

4 giorni di prognosi, stampelle, ginocchio gonfio ed ora anche spalla ed anca accartocciate? Perchè il dolore ti accudisce piano piano, lento lento da lontano e poi viene fuori sempre piano piano e lento lento? Perchè quando uno cade e poi si rialza non vede la scritta sovraimpressione: attenta a quello che dici, più tardi starai malissimo ed ora è solo l'adrenalina che ti fa dire cazzate tipo sto bene, non preoccupatevi e pensare ma si, a che vuoi che mi serva la targa? e ancora fantasticare il motorino non ha nemmeno un graffio, non vedi che parte pure?

adrenalina del tram che mi stava venendo addosso? mah.

lo vedi che pure tu hai un cuore (o qualcosina del genere)? quei bambini ti salveranno :-P


Grazia scrisse alle 14:22 | link | commenti (10) |
a parole milano

lunedì, maggio 31, 2004

Qui invece c'era un post in cui si parlava di un tamponamento, di una fuga e di una vendetta.
La testimonianza era scarsamente rilevante ai fini letterari e sopratutto inopportuna per questo blog.
Ed ora..consigli per gli acquisti.

Grazia scrisse alle 13:07 | link | commenti (11) |
a parole milano

domenica, maggio 30, 2004

Attenti a quei due..Luca e Pietro, i bastard inside, cultori della goliardia e animatori della nottegiorno milanese.

Pareva fossero facili e invece:

- milano/firenze in sei ore (due vasche stile libero);

- centri sociali con birre democratiche a soli cinque euri con spettacolo a luci rosse e divieto di rollo appena arrivati;

- una nenia della confessione cattolica metodista minima dei S.s. Luca e Pietro e la mia infinita presa per i fondelli;

- favole sul mondo dei gerani e inquietanti traffici del bio;

- merendine bio farcite ai mirtilli, frullato di mele e carote, un ottimo riso biologico;

- vhs di francuzzo inedito, pecore nere, mosche bianche e partenza del gran prix;

- le solite foto porno sul cellulare di Pietro e niente più.

Pareva e in effetti lo sono state, spensierate e piacevolmente frivole le ultime ventiquattro ore. Entusiasmanti; direi a tratti esilaranti.

(Anche la vendetta ha avuto il suo meritato posticino..eheheh)

Grazia scrisse alle 23:59 | link | commenti (4) |
a parole milano, a chiacchiere

sabato, maggio 29, 2004

Dunque, prendiamoci un po’ sul serio e vediamo il da farsi:

-         cambiare le lenzuola; e dunque mettere una lavatrice.

-         passare aspirapolvere in camera; e dunque sgombrare il pavimento.

-         passare il mocio vileda in bagno; e dunque farsi una doccia.

-         innaffiare i gerani e il rosmarino soprattutto;

-         scendere per la spesa; e dunque fare una lista.

-         sterilizzare il petto; e dunque dire addio.

-         fingere di non pensarci; e dunque, e dunque alzare il volume al massimo.

Musica Maestro, sennò non passa più.

Grazia scrisse alle 10:51 | link | commenti (10) |
a parole

mercoledì, maggio 26, 2004

toc toc
- si, chi è?
- un derviscio.
- dica, prego.
- cerco una fan.
- al primo piano, ce ne sono un buon numero.
- ma come! sono salito fino al 1378956esimo piano!
- mi dispiace, ha interprato male le indicazioni o le hanno detto il falso.
- già, maledette voci di corridoio e illusioni ottiche.
- eh, si. il palazzo è grande come può vedere e spesso s'insinuano anche leggende e miraggi, sopratutto guardando dal basso verso l' alto.
- si, mi scusi ancora. eh... ma mi dica, qua invece cosa avete?
- ah, mio caro! se vuole glielo riassumo in poche parole; sa, ho poco tempo per dissertazioni sull'uscio della porta. bene, qui, mio caro,  c'è il mistico riconoscimento dell'uno al di sopra della spicciola specie del pubblichino battimano dei concerti e delle canzonette per la radio. qui, caro il mio derviscio disperso, abbiamo quelli che camminano sui carboni ardenti ogni mattina, quelli che inzuppano il cornetto nelle sue parole e che parlano con un sottofondo di cavigliere del kathakali.
- si, ne colgo la completezza. anche io, provo ad affacciarmi ogni giorno a questa condizione di fusione perfetta nelle mie giravolte ipnotiche. ma sa, per noi è molto più difficile.
- si, le auguro un giorno di ricongiungersi al suo uno e di trovare il suo equilibrio perfetto, come facciamo noi, quassù.
- grazie, addio.
- addio.

e che la porta si chiuda qui.
















Grazia scrisse alle 13:07 | link | commenti (21) |
a parole di battiato

lunedì, maggio 24, 2004

Aria Siciliana

Duminica jurnata di sciroccu
fora non si po' stari
pi ffari un pocu i friscu
mettu a finesra a vanedduzza
e mi vaiu a ripusari

a stissa aria
ca so putenza srogghi u mo pinseri
ah u cori vola
s'allunga pigghi forma e ti prisenti
non pozzo ripusari

u suli ora trasi dintra o mari
e fannu l'amuri
nun c'è cosa chiù granni
tu sì la vera surgenti
chi sazia i sintimenti

a stissa aria
ca so calura crisci
e mi turmenta
ah u cori vola
sintennu sbrizzi d'acqua di funtana
nto mo Jardineddu
mi piaci stari sula

a stissa aria
ca so calura crisci
e mi turmenta
ah u cori vola
sintennu sbrizzi d'acqua di funtana

nto mo Jardineddu
mi piaci stari sulu
mi piaci stari sula.

 

f.battiato – g.russo (però pare che il testo sia di matrice popolare e riadattato da G.Russo- M.A. Sisini)

 

certe canzoni hanno bisogno di notti più a sud; questa invece va per conto suo a ventilare la mente con odori di salsedine e pinzimoni di facce lontane; questa va da sè anche da quassù..

Refrain

p.s. stasera francuzzo da fazio ha detto che Rumsfield è un perfetto coglione;

stasera francuzzo era da fazio, in collegamento da milo;

stasera ho visto francuzzo..

…si era già capito quanto lo amassi.





































Grazia scrisse alle 00:42 | link | commenti (27) |
a parole di battiato

giovedì, maggio 20, 2004

Mettiamo una sera come quella, piena di pollini e di lontananze; prendiamo una manciata di buoni minuti di solitudine e poi mettiamoli da soli in una stanza, lui e lei.

Succederà che in meno di mezz’ora lui scenderà al distributore per il tabacco e aprirà le danze dei condizionali; li lascerà volteggiare nella camera con le luci soffuse mentre lei con gli occhi socchiusi li masticherà afferrandoli senza mani, diseganndoli con il fumo...
…quando lui sarebbe ritornato, lei si sarebbe sottratta alle sue curiosità, e lui avrebbe dimenticato le tristezze che il suo viso raccontava, e lei sarebbe sfuggita di nuovo, e lui avrebbe distratto la mente leggendo i sui appunti, e lei sarebbe morta dal ridere gustoso, e lui avrebbe finto di sapere il perché, e lei si sarebbe sporta dalla finestra per annusare l'aria del mare, e lui le avrebbe sussurrato una canzone sorprendendola alle spalle, e lei gli avrebbe coperto gli occhi con la punta delle dita, e lui le avrebbe pizzicato le guance, e lei si sarebbe sottratta, e lui l’avrebbe, finalmente, baciata, e lei sarebbe svenuta e lui pure e ..loro avrebbero cercato un sonno di veglie corrispondenti.

Scusate, ora non posso più pensare, sto versandomi un bicchiere di acqua (ndr) e poi, che fastidio la gente che mi mormora..

quando il mio amore tornerà da me


Grazia scrisse alle 08:51 | link | commenti (20) |
a parole milano, a chiacchiere


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