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lunedì, maggio 31, 2004

Qui invece c'era un post in cui si parlava di un tamponamento, di una fuga e di una vendetta.
La testimonianza era scarsamente rilevante ai fini letterari e sopratutto inopportuna per questo blog.
Ed ora..consigli per gli acquisti.

Grazia scrisse alle 13:07 | link | commenti (11) |
a parole milano

domenica, maggio 30, 2004

Attenti a quei due..Luca e Pietro, i bastard inside, cultori della goliardia e animatori della nottegiorno milanese.

Pareva fossero facili e invece:

- milano/firenze in sei ore (due vasche stile libero);

- centri sociali con birre democratiche a soli cinque euri con spettacolo a luci rosse e divieto di rollo appena arrivati;

- una nenia della confessione cattolica metodista minima dei S.s. Luca e Pietro e la mia infinita presa per i fondelli;

- favole sul mondo dei gerani e inquietanti traffici del bio;

- merendine bio farcite ai mirtilli, frullato di mele e carote, un ottimo riso biologico;

- vhs di francuzzo inedito, pecore nere, mosche bianche e partenza del gran prix;

- le solite foto porno sul cellulare di Pietro e niente più.

Pareva e in effetti lo sono state, spensierate e piacevolmente frivole le ultime ventiquattro ore. Entusiasmanti; direi a tratti esilaranti.

(Anche la vendetta ha avuto il suo meritato posticino..eheheh)

Grazia scrisse alle 23:59 | link | commenti (4) |
a parole milano, a chiacchiere

sabato, maggio 29, 2004

Dunque, prendiamoci un po’ sul serio e vediamo il da farsi:

-         cambiare le lenzuola; e dunque mettere una lavatrice.

-         passare aspirapolvere in camera; e dunque sgombrare il pavimento.

-         passare il mocio vileda in bagno; e dunque farsi una doccia.

-         innaffiare i gerani e il rosmarino soprattutto;

-         scendere per la spesa; e dunque fare una lista.

-         sterilizzare il petto; e dunque dire addio.

-         fingere di non pensarci; e dunque, e dunque alzare il volume al massimo.

Musica Maestro, sennò non passa più.

Grazia scrisse alle 10:51 | link | commenti (10) |
a parole

mercoledì, maggio 26, 2004

toc toc
- si, chi è?
- un derviscio.
- dica, prego.
- cerco una fan.
- al primo piano, ce ne sono un buon numero.
- ma come! sono salito fino al 1378956esimo piano!
- mi dispiace, ha interprato male le indicazioni o le hanno detto il falso.
- già, maledette voci di corridoio e illusioni ottiche.
- eh, si. il palazzo è grande come può vedere e spesso s'insinuano anche leggende e miraggi, sopratutto guardando dal basso verso l' alto.
- si, mi scusi ancora. eh... ma mi dica, qua invece cosa avete?
- ah, mio caro! se vuole glielo riassumo in poche parole; sa, ho poco tempo per dissertazioni sull'uscio della porta. bene, qui, mio caro,  c'è il mistico riconoscimento dell'uno al di sopra della spicciola specie del pubblichino battimano dei concerti e delle canzonette per la radio. qui, caro il mio derviscio disperso, abbiamo quelli che camminano sui carboni ardenti ogni mattina, quelli che inzuppano il cornetto nelle sue parole e che parlano con un sottofondo di cavigliere del kathakali.
- si, ne colgo la completezza. anche io, provo ad affacciarmi ogni giorno a questa condizione di fusione perfetta nelle mie giravolte ipnotiche. ma sa, per noi è molto più difficile.
- si, le auguro un giorno di ricongiungersi al suo uno e di trovare il suo equilibrio perfetto, come facciamo noi, quassù.
- grazie, addio.
- addio.

e che la porta si chiuda qui.
















Grazia scrisse alle 13:07 | link | commenti (21) |
a parole di battiato

lunedì, maggio 24, 2004

Aria Siciliana

Duminica jurnata di sciroccu
fora non si po' stari
pi ffari un pocu i friscu
mettu a finesra a vanedduzza
e mi vaiu a ripusari

a stissa aria
ca so putenza srogghi u mo pinseri
ah u cori vola
s'allunga pigghi forma e ti prisenti
non pozzo ripusari

u suli ora trasi dintra o mari
e fannu l'amuri
nun c'è cosa chiù granni
tu sì la vera surgenti
chi sazia i sintimenti

a stissa aria
ca so calura crisci
e mi turmenta
ah u cori vola
sintennu sbrizzi d'acqua di funtana
nto mo Jardineddu
mi piaci stari sula

a stissa aria
ca so calura crisci
e mi turmenta
ah u cori vola
sintennu sbrizzi d'acqua di funtana

nto mo Jardineddu
mi piaci stari sulu
mi piaci stari sula.

 

f.battiato – g.russo (però pare che il testo sia di matrice popolare e riadattato da G.Russo- M.A. Sisini)

 

certe canzoni hanno bisogno di notti più a sud; questa invece va per conto suo a ventilare la mente con odori di salsedine e pinzimoni di facce lontane; questa va da sè anche da quassù..

Refrain

p.s. stasera francuzzo da fazio ha detto che Rumsfield è un perfetto coglione;

stasera francuzzo era da fazio, in collegamento da milo;

stasera ho visto francuzzo..

…si era già capito quanto lo amassi.





































Grazia scrisse alle 00:42 | link | commenti (27) |
a parole di battiato

giovedì, maggio 20, 2004

Mettiamo una sera come quella, piena di pollini e di lontananze; prendiamo una manciata di buoni minuti di solitudine e poi mettiamoli da soli in una stanza, lui e lei.

Succederà che in meno di mezz’ora lui scenderà al distributore per il tabacco e aprirà le danze dei condizionali; li lascerà volteggiare nella camera con le luci soffuse mentre lei con gli occhi socchiusi li masticherà afferrandoli senza mani, diseganndoli con il fumo...
…quando lui sarebbe ritornato, lei si sarebbe sottratta alle sue curiosità, e lui avrebbe dimenticato le tristezze che il suo viso raccontava, e lei sarebbe sfuggita di nuovo, e lui avrebbe distratto la mente leggendo i sui appunti, e lei sarebbe morta dal ridere gustoso, e lui avrebbe finto di sapere il perché, e lei si sarebbe sporta dalla finestra per annusare l'aria del mare, e lui le avrebbe sussurrato una canzone sorprendendola alle spalle, e lei gli avrebbe coperto gli occhi con la punta delle dita, e lui le avrebbe pizzicato le guance, e lei si sarebbe sottratta, e lui l’avrebbe, finalmente, baciata, e lei sarebbe svenuta e lui pure e ..loro avrebbero cercato un sonno di veglie corrispondenti.

Scusate, ora non posso più pensare, sto versandomi un bicchiere di acqua (ndr) e poi, che fastidio la gente che mi mormora..

quando il mio amore tornerà da me


Grazia scrisse alle 08:51 | link | commenti (20) |
a parole milano, a chiacchiere

lunedì, maggio 17, 2004

E' il caso che io scenda dall' albero; c'è una vista mozzafiato e i miei polmoni non sono abituati, sanno di aria viziata e sono sospettosi dopo i pollini di ieri sera, ecco. 

(reset piuttosto che refresh, vorrei)

Grazia scrisse alle 13:31 | link | commenti (24) |
a parole

venerdì, maggio 14, 2004

<TITLE> week end grazia - ascensione di un derviscio - milano </TITLE>

<META NAME="description" CONTENT="grazia, questo fine settimana amerebbe cimentarsi in questa affascinante pratica sufi e ricongiungersi al suo "uno al di sopra del bene e del male"; grazia cioè, vorrebbe fottersene del mondo.

<META NAME="keywords" CONTENT=" grazia, sufi, ascensione, derviscio, possibile sbronza">

intanto..epic that never was

Grazia scrisse alle 17:47 | link | commenti (11) |
a parole milano

giovedì, maggio 13, 2004

"My name is Nick Berg, my father's name is Michael, my mother's name is Suzanne," the man said on the video. "I have a brother and sister, David and Sarah. I live in ... Philadelphia."  su macondo

 

Grazia scrisse alle 13:09 | link | commenti (7) |
news

mercoledì, maggio 12, 2004

C e r c a r t i

nell’inchiostro nero che fluido solca il foglio; nella nenia antica che sussurra alla mente; nelle parole indistinte che fiatano nella gola asciutta; nel baciamano del giornalaio di stamattina.

R i t r o v a r m i

nei tuoi occhi, in tutto quello che stanno guardando; nelle tue mani in tutto quello che stanno cercando; nella tua bocca, in tutto quello che sta masticando di parole e desideri; nei tuoi fogli sparsi.

Intanto taglio il cordone ombelicale con quella Grazia amata e inseguita, servita e coccolata fino all’estremo; quella Grazia comodamente adagiata su un amore dissolto; quella Grazia non più innamorata.

Io, forse non dovrei ascoltare Leò Ferrè nella pausa pranzo.

ho la malattia nel sangue

NB. questo post ha sostenuto infondate sensazioni di dis-innamoramenti.

Grazia scrisse alle 13:47 | link | commenti (10) |
a parole

sabato, maggio 08, 2004

Venezia mi ricorda istintivamente Istanbul
stessi palazzi addosso al mare
rossi tramonti che si perdono nel nulla.

 

Prendo parole in prestito e le impasto nei miei sensi;

le mie, le immolo ad un altare ignoto ai più e le confondo con incensi per distrarre i passanti.

 

D' Annunzio montò a cavallo con fanatismo futurista
quanta passione per gli aeroplani e per le bande legionarie
che scherzi gioca all'uomo la Natura.

 

No, non ho abilità da equilibrista; chiudo gli occhi e immagino di camminare su terra piatta di sabbia o di argilla umida ma, conosco l’abisso quaggiù.


Mi dia un pacchetto di Camel senza filtro e una minerva
e una cronaca alla radio dice che una punta attacca
verticalizzando l'area di rigore...
ragazzi non giocate troppo spesso accanto agli ospedali.

 

 

Si, sono uscita e rientrata; lo faccio sempre. Tengo aperte molte porte che affacciano su pensieri paralleli e inconsapevoli l’uno dall’altro; parla pure, io ascolto te, la musica e un paio di libellule spensierate.


Socrate parlava spesso delle gioie dell'Amore
e nel petto degli alunni si affacciava quasi il cuore
tanto che gli offrivano anche il corpo: fuochi di
ferragosto.

 

 

Pensavo a questo petto che si apre e a questo cuore che si affaccia;

vedevo il mio in equilibrio sul cornicione.

 

E gli anni dell'adolescenza pieni di battesimi e comunioni
in sacrestia: Ave Maria.
Un tempo si giocava con gli amici a carte e per le feste si
indossavano cravatte per questioni estetiche e sociali; le
donne si sceglievano un marito per corrispondenza...

 

Qualcuno parla dalla cattedra e dice che disegnare caffettiere e indossare tessuti cuciti al contrario, è altra cosa che calcolare gli equilibri delle fondamenta; già, ecco tutto questo malcostume del design che trabocca senza dignità e questi cedimenti.


L'Etica è una vittima incosciente della Storia: ieri ho
visto due uomini che si tenevano abbracciati in un
cinemino di periferia... e penso a come cambia in fretta la
Morale: un tempo si uccidevano i cristiani e poi questi
ultimi con la scusa delle streghe ammazzavano i pagani.
Ave Maria.

 

 

In televisione ho visto un uomo al guinzaglio di un sorriso diabolico; se fosse stato il mio scatto ad uccidere così barbaramente la morale, ne sarei morta di pudore.


E perché il sol dell'avvenire splenda ancora sulla terra
facciamo un po' di largo con un'altra guerra.

 

 

No, facciamo che apro le mie mille e una notte; il secondo giudizio sta spaccando la gengiva.

Grazia scrisse alle 23:02 | link | commenti (14) |
a parole di battiato

giovedì, maggio 06, 2004

si nni jeru si nni jeru li me anni/si nni jeru si nni jeru nun sacciu unni/ora ca su arrivatu a uttant’ anni/chiamu la vita e morti m’ arrispunni/cunzatimi ccu ciuri lu me lettu/ca di li vermi su manciatu tuttu/ah si putissi turnari a campari/chiu’ nun vurria muriri chi pp’ amuri.

Grazia scrisse alle 15:17 | link | commenti (15) |
a parole di battiato

mercoledì, maggio 05, 2004
Plaisir d'amour ne d...

Plaisir d'amour ne dure qu'un moment,
chagrin d'amour dure toute la vie…

 

Riflessione della pelle

sono partita, ed erano 26 tondi; sono tornata e sono 27 spigolosi.

Paris non è stata clemente, e non ha saputo ingannare il tempo;  però ha disteso piacevolmente le nostalgie e spalmato un po’ di antiruggine e tracciato dei ponti con la punta soffice dell’immaginazione; proprio mente qualcuno insisteva con il mio profilo a matita.

 

J'ai tout quittè pour l'ingrate
Sylvie;
elle me quitte et prend un autre amant.

 

Riflessione del sangue

sono stata derubata di momenti preziosi dai viaggi che ho inseguito; e nel mio sangue hanno iniettato l’esotica forma della libertà senza che io ne prendessi consapevole potere.

Mi sono distratta da te quando ne avevi bisogno, questa la mia croce; ho cercato una via di fuga nel tuo abbraccio e chissà, chissà se è stata una fuga o una testata al marmo.

Ti adoro, e forse marcirò;  persa a cercarti negli occhi che non hai più, folle nel rincorrere i ricordi di quella spregiudicata e irriverente voglia di sfidare la vita che avevi e che ci ha fatti scontrare e amare di sangue ancora di più.

 

Plaisir d'amour ne dure qu'un moment,
chagrin d'amour dure toute la vie…

 

Riflessione del petto che si affaccia

un elastico suadente da tendere fino al limite della sua estensione; mollarlo e, spersa nei pensieri,  lasciarlo pizzicare il palmo della mano in un refrain diabolico che solo io e Mirò abbiamo colto nell’estasi di un blu troppo intenso che sapeva di Sicilia.

Anche questo c’era a Paris; un soffio e brivido maledetto in un pensiero libellula.

Ho raccontato alla Sein questa favola; si è burlata di me, rispondendomi a tono con altre fiabe..ha cercato di sussurrarle, ma ho messo le mani sulle orecchie dal troppo piacere.

 

Tant que cette eau coulera doucement
vers le ruisseau qui borde la prairie

 

Riflessione dell’unico neurone

dillo, dillo che hai cancellato tutte le foto per la stupida mania di cercare nuove prospettive; pardonnez-moi, madames et monsiuers.

 

je t'aimerai, me répétait Sylvie.
L'eau coule encore; elle a changé pourtant

 

Riflessione dell’ultima cena

Ho ricevuto in dono un tavolo da giardino (leggesi da terrazzino) e due sedie, per la serie infinita “non ti libererai di noi; ti terremo compagnia con le zanzare”, grazie a Ge e a Lo.

Ho ricevuto in dono un portafiori ricavato dalla latta dei pelati e..non ce la faccio a scriverlo, mi viene da ridere, grazie Lo.

Ho ricevuto in dono un libello sugli “occhi fascinatori” …cara la Paolotta.

Ho ricevuto in dono la promessa di un libro che dovrò scegliere (una volta ti avrei recitato una comanda di dieci libri, ora prendo del tempo per pensarci, vero Ma?).

La sacher era un po’ asciutta, ma squisitamente fatta in casa grazie all’impeccabile memoria culinaria di Pa (?).

Il ponte sullo stretto sarà uno scempio, credimi Eduà.

 

Plaisir d'amour ne dure qu'un moment,
chagrin d'amour dure toute la vie.


 

 










Grazia scrisse alle 01:03 | link | commenti (10) |
a parole di battiato


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