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immagini di repertorio, dintorni di sinapsi e parole di contorno

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lunedì, giugno 28, 2004

Un kilo di parole sfuse, aromatizzate alla solitudine; un pinzimonio misto di egoismo e presunzione per inzupparle con tutte le dita e poi, questo blog per la rappresentazione del divino convivio.

Venite copiosi e avidi a cibarvi del parolaio che tesso per voi, delle essenze che mesco per voi.

Succhiate il nettare dalle conche stilistiche che invento e dai prestigi con cui inganno, traetene finte ispirazioni.

Ai complimentosi anonimi e compassionevoli presenze dei giorni di sofferenza che spennello qua e là, mostro i fragili fili della mia mente e, le combinazioni per rubarmeli.

Avida di lemmi e sillabe armoniose mi alimento delle tracce del vostro passaggio, mi nutro infingarda della vostra pietà.

Pantagruelica fame ma, dieta di intenzioni e supposizioni.

Dice questo. Sostiene questo. Me lo vomita addosso per puro svago lungo un’alba e dentro una hall pienavuota con soffitto ad arcate; le adorna le parole con punti e virgole di un linguaggio non verbale ma assai rumoroso.

Io, piuttosto no.

Tu, piuttosto lunaticoambiguoirriverentesprezzanteuomodigiochettiseduttivi; o anche impertinentepiacevoleuomochemimanca.

C’è già qualcosa di scritto; ne sfuggo la lettura, come si conviene.

..ti distingui dal luogo comune

p.s. il limite delle parole dà la complettezza del senso.






Grazia scrisse alle 23:59 | link | commenti (18) |
a parole

sabato, giugno 26, 2004

Sono fuori per problemi esistenziali.
Tornerò, forse, chissà, se la creatività trionferà.

P.s. a Mola, vivono gli animali più strani.


Grazia scrisse alle 15:34 | link | commenti (9) |
a parole

mercoledì, giugno 23, 2004

Mercoledì.
Reduce di una notte di sogni ri-frangenti, arriva quasi di contropiede a metà settimana con pretese di ri-flessioni ri-stabilizzanti; gira lo specchio da questa parte proprio mentre schiaccio on/off e ri-flette invece un'altra ri-flessione sulla necessità di flessioni per gli addominali (flosci).
A questo punto il riflesso mi disorienta; provo ad arrampicarmici distraendolo con flessioni verbali penose (infatti non mi crede e continua a riflettere le improbabili flessioni muscolari).
Intanto sul bus, per ingannare la riflessione sfilaccio un pò di sentimenti dall'ordito principale e leggo della lieve flessione dei prezzi delle coscienze.
Con una vaga flessione meridionale, qualcuno mi fa segno e mi domanda il nome...ma non siamo ancora a mercoledì?

Grazia scrisse alle 14:24 | link | commenti (22) |
a parole

martedì, giugno 22, 2004

Saboto la sana santa saggezza
Sevizio il sedizioso selvatico sentimento
Sibilo le sinuose e snocciolate sillabe
Sondo il solito solitario soprappensiero
Succhio il succoso suadente suono
Suggello il sublime superbo supplizio

Salgo su sensi simmetrici solubili in soluzioni sudice
Sento sottofondi schiantati su superfici sudate
Simulo singulti sintetizzati e scanditi in sinfonie sofferte
Sostengo sovversive sospensioni
Sudo sul serio sullo sfondo sfuocato

(sfottò in esse o piuttosto sfogo, sfruttamanto e sfacelo di sillabe)

Summer on a solitary beach.

Grazia scrisse alle 14:35 | link | commenti (20) |
esercizi di scrittura

lunedì, giugno 21, 2004

Venerdì sera - mentre l'italietta pareggiava e il mio es prima classe con succo ace e salatini in omaggio, arrivava in anticipo rispetto alle splendide previsioni e qualcuno mi riempiva di sensi di colpa semi-sportivi, mi ritrovai appunto nella crusca, come anticipato.
Poco; molto poco dirò perché alcune parole ridono ancora, altre sfuggono.
Venerdi tarda sera – Moscacechus, ovvero giochi e pestaggi linguistici di lemmi e pronostici sulla convivenza con una rumena, il suo Fosco e le piantine; tra un tiro e un altro buon tiro.
[In output, immagini casuali seppur stimolanti; colpi bassi sui denti e corrispondenze di sensi sommarie ma soddisfacenti…laddove le ricerche ancora non profilano.
In input, conferenza biascicata con il calabro delle stilo e delle aston prestate e incendiate la prima notte di nozze.]
sabato mattina - con annessa conoscenza della guardia giurin giuretto che dorme su un divano similpelle sul quale una mosca è restata invischiata dopo essersi cimentata nella cottura di un uovo sodo in tre minuti per la preparazione di un’insolita insalata di riso alle tre di notte (da qui, necessitate propoli);
[ La guardia che rimbocca le coperte alle carene della sua moto, un giorno, sarà oggetto di un saggio sui “disequilibri funzionali al mantenimento dell’eccezione che conferma la regola – ovvero come guardare le partite alla playstation bestemmiando e ridere dei video di esecuzioni in tempi di guerra ed essere autorizzati a portare una pistola alla cintola”; quindi evito di anticiparvene le divine corrispondenze e le forme geometriche.]
sabato pomeriggio - di lentezza tra dvd di amori eterni e fotomontaggi di matrimoni e fotoromanzi spremuti in lettere;
sabato sera - abbiamo avuto decisamente Fortuna ed incontrato un esemplare di toscano anomalo che rivolge la parola ai non addetti alle acca aspirate e non gira le spalle alla mosca (capite il perché);
sabato notte - incubazione della malattia infiammatoria della mosca;
domenica mattina - sfruttamento dello status di ospite, ancora cornetti;
domenica a pranzo – monsieur, il faut changer le vin, on n’as pas celui de votre choix.. e la tascamosca ci rimane male; [però, che carino a portarmi a pranzo sul colle fiorentino – emotichon del sospetto -]
domenica pomeriggio - simmetrie sconcertanti (e de-concentrazione della mosca che mi masterizza un cd.. ma ma…..vuotooo);
domenica pomeriggio o quasi sera - il treno non c’era più; ma stavolta sono salita su un intercity e seppur tarda l’ora e seppur fastidiosa l’otite, Ge stava in centrale a recuperarmi.

p.s. per onestà intellettuale, avverto i lettori sprovvisti di tutte le chiavi di lettura di questo post, che in questo preciso momento qualcuno ricerca la kw “lemmi” nel motore immagini di gughel.


Grazia scrisse alle 11:11 | link | commenti (18) |
a parole milano

venerdì, giugno 18, 2004

Io non so ben ridir com'i' v'intrai,
tant'era pien di sonno a quel punto
che la verace via abbandonai.

(fine settimana nella crusca)

Grazia scrisse alle 13:57 | link | commenti (13) |
a parole su parole

mercoledì, giugno 16, 2004

Indugio sul pensiero stupendo;
sono stupefatta,
trattasi di stucchevole manna.
Qualcuno si crogiola nelle splendide previsioni, ma non sono io; è quella testa smarrita che dorme sul mio cuscino quando cedo il tempo al sonno.
Sarebbe davvero mostruoso cedere a queste battute; meno male che qualcosa strozza l’aria di stamattina ed escono solo parole di riso.
(Intanto butto un pensiero amorevole in aula esposta al sole in cui verrà fuori un talento sperlucente; una donnina sotto esame).

Grazia scrisse alle 09:22 | link | commenti (20) |
esercizi di scrittura

p.s. qualcuno mi dice perché sono spariti i comandi per la formattazione del testo nel mio pannello di controllo?

Grazia scrisse alle 09:22 | link | commenti |

lunedì, giugno 14, 2004

Io e mia sorella
- di domenica pomeriggio
- nella macchina piena d’aria
- con i piedi di sabbia
- ubriache di sole
- cantavamo sfrontate
- incontro alla sua prima x

Mentre la notte scendeva, stellata stellata
lei affusolata nel buio dormiva incantata
E chi mi prende la mano, stanotte, mio Dio
forse un ragazzo, il mio uomo, o forse io

Lontana la quiete, montagne imbiancate di neve
e il vento che soffia, che fischia più forte e più greve
E chi mi sfiora le labbra, chi mi consola
forse un bambino già grande, o io da sola

Passava la notte, passavano in fretta le ore
la camera fredda già si scaldava d'amore
Chi troverà i miei seni avrà in premio il mio cuore
chi incontrerà i miei seni avrà tutto il mio amore

La luce discreta spiava, e le ombre inventava
mentre sul mare una luna dipinta danzava
Chi coglierà il mio fiore bagnato di brina
un principe azzurro, o forse io adulta, io bambina

Mentre la notte scendeva, stellata stellata
lei affusolata nel buio sognava incantata

Chi mi dirà buonanotte, stanotte, mio Dio
la notte, le stelle, la luna, o forse io

(Sei ottavi - Aida - Rino Gaetano, 1977)

P.s. o soprattutto Ma Il Cielo E' Sempre Più Blu

Grazia scrisse alle 11:50 | link | commenti (22) |
a parole con sottofondo

sabato, giugno 12, 2004

- una granita di mandorle, grazie.
- per me alla fragola con panna, prego.


ho mangiato una granita di mandorla seduta sotto al mandorlo mentre scansavo con mani manti di mandorlate parole.
..
o forse anche un gelato al limone, un gelato al limone




Grazia scrisse alle 21:40 | link | commenti (14) |
a parole con sottofondo

venerdì, giugno 11, 2004

Abbagli strepitanti in una notte di veglia senza altare. Da questa parte del letto non s’intuisce l’intenzione del giorno e forse è meglio così; anche oggi avrei voluto non smuovere l’aria.

Ho accesso incensi e atteso le ceneri del buio mentre Jean Baudrillard impartiva le sue lezioni di rappresentazione sottovoce; il mio sottopensiero era però impegnato in una partita a boccette.

Questa è una milonga che consuma anche la polvere o sono vecchi valzer viennesi; il languore desolante è indistinguibile.

Inoltro un allegato di un paio di mesi.

Grazia scrisse alle 09:21 | link | commenti (17) |

giovedì, giugno 10, 2004

Avevo pensato di mettere in quarantena un certo muscolo ma, qui si respira che è una meraviglia.
Una granita con i pezzi di mandorle, grazie.
Scusi, si sposti un pò più in là mi copre la vista del mare.

...che il diavolo è mancino è subdolo e suona il violino

Grazia scrisse alle 09:12 | link | commenti (12) |
a parole

mercoledì, giugno 09, 2004

f e r m é .

Grazia scrisse alle 09:54 | link | commenti (8) |
scelte, a parole

martedì, giugno 08, 2004

Qui c'era un post in cui si parlava di un dito scannato e di un' iniezione antitetano.
Banale pezzo di tempo inopportunamente riportato.

Grazia scrisse alle 09:01 | link | commenti (23) |
a parole milano

venerdì, giugno 04, 2004

Dedicami una canzone, una musica o un suono del silenzio;

ricambierò con un sogno, una parola o un filo per equilibristi.

(intanto, ripasso gli angoli delle pareti con scatti filtrati dal grigio e inganno l’inganno del sonno)

Grazia scrisse alle 23:20 | link | commenti (22) |
a parole

mercoledì, giugno 02, 2004

 E’ nelle sere come queste, quando le case attorno a me si risvegliano e con il caldo mostrano le gambe dai balconi spalancati e accendono fiammelle all' aria inaspettatamente accogliente che mi trovo a disagio; con la vita intendo.

 In ogni posto in cui sono stata, paese, città o metropoli che fosse, in queste sere si aprono i cuori di ogni cosa, animata e anche non; e mi ritrovo con i petali dei gerani in mano e sorrido pensando che quella laggiù, alla fine di quel pensiero sia la vita che mi fa segno.

 Ed eccola forse, proprio qui, in questo angolo di Milano dove prima viveva un gatto; a mani piene mi regala i cocci del paradiso che fu e divento leggera leggera sottile sottile sorridente sorridente..divento proprio Lei…la comparsa in uno spot del mulino bianco.

Eccomi, penso, anche io vivo, finalmente nel concetto condiviso di normalità!

 Ma poi mi guardo intorno e non vedo i lillipuziani e allora capisco che non devo esagerare, anche se sono omeopatiche e soprattutto che la televisione è meglio girarla con il monitor contro il mobile e attivare il blocco volume. O magari spegnerla.

 Passa la fantasia umida di felicità normalizzata e resta questa sera; una di quelle alla fine di giorni senza regole stagionali in cui la nostalgia ancestrale si attacca al mio intestino e a grossi morsi ne strappa i pezzi.

 

 Devo ancora capire se l’arnica ha effetti collaterali indesiderati o desiderati.

Grazia scrisse alle 18:08 | link | commenti (22) |
a parole milano

martedì, giugno 01, 2004

4 giorni di prognosi, stampelle, ginocchio gonfio ed ora anche spalla ed anca accartocciate? Perchè il dolore ti accudisce piano piano, lento lento da lontano e poi viene fuori sempre piano piano e lento lento? Perchè quando uno cade e poi si rialza non vede la scritta sovraimpressione: attenta a quello che dici, più tardi starai malissimo ed ora è solo l'adrenalina che ti fa dire cazzate tipo sto bene, non preoccupatevi e pensare ma si, a che vuoi che mi serva la targa? e ancora fantasticare il motorino non ha nemmeno un graffio, non vedi che parte pure?

adrenalina del tram che mi stava venendo addosso? mah.

lo vedi che pure tu hai un cuore (o qualcosina del genere)? quei bambini ti salveranno :-P


Grazia scrisse alle 14:22 | link | commenti (10) |
a parole milano


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