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L’amore è uno solo, checché ne conteggino;
il resto, sono solo cioccolatini da discount, con il prendi tre paghi due.
Di kilometri ne ho fatti tanti prima scartarli tutti, i cioccolatini.
Poi mi sono fermata in autogrill ed ho buttato la scorta.
Poi mi sono fermata un po’ più in là ancora, per un calo di zuccheri improvviso.
Poi mi sono fermata e non ne avevo le palle.
In testa avevo ancora il rombo dei bolidi che sorpassano nella terza corsia e i clacson dei camionisti che proseguono in processione sulla prima corsia. Io, nel mezzo; la corsia degli indecisi, dei pigri, del quieto vivere. Quelli che non hanno armi e logiche di sorpasso avanzate, ma una macchina a noleggio; gli idealisti, quelli che si scartavetrano il cuore con lo struggimento, pur di non strapparlo.
Cioè, io.
E ricordavo, mentre le parole impazzivano e il rospo bloccava il mio respiro, che non avevo trovato i previsti banchi di nebbia tra Barberino del Mugello e Roncobilaccio, che la pioggia non mi aveva raggiunto, che quel ragazzo era morto ed io distrattamente lo avevo saputo e distrattamente continuavo a vivere, che davvero avevo mangiato troppo cioccolatini.
La partenza da Milano
- esci da piazza Napoli e gira a destra, cioè prendi la circonvallazione verso casa mia; ok?
- Si.
- Dopo la Esselunga di viale Cassala gira di nuovo destra.
- Si.
- A questo punto, vai sempre dritta per
- Grazie.
Se non ci fossero gli amici, non arriverei da nessuno parte. Se non ci fossero loro, non vivrei o spleen nostalgico per l’abbandono della city. Ora mi avrebbero tirato su, ora si.
Intanto, ho ridotto le intolleranze da
- sei stata brava, complimenti. i tuoi sforzi sono stati compensati.
- Si? E da cosa?
- Beh, non hai più le intolleranze al lievito e..
- Avevo fatto la scorta di pane azzimo dello zio elio.
- Beh, gli alcolici, il luccio, i crostacei, le carni rosse, lo zucchero, i pomodori..
- Basta così, l’elenco lo conosco.
- E allora? Non sei contenta di aver superato tutte queste intolleranze?
- No, ho ancora il disgusto per la vita e l’intolleranza per me.
- Ecco, prendiamo i fiori allora.
- Come vuoi.
- ….
- ….
- Di nuovo il rimedio anti panico? Grazia, ti prego, abbi cura di te.
- E secondo te, se potevo avere cura di me venivo a darti questi cento euro?
Se non ci fossero i veghisti e i loro rimedi di fiori diabolici, non avrei saputo come spendere i miei soldi nella farmacia omeopatica.
Lo ribadisco,
non si tratta di un calesse.
Torno da un giro di passi incespicati e di occhi coperti da un basco a strisce.
- signorina si sente bene?
- si, deve essere entrato un moscerino.
Non ci si commuove scendendo dal tram davanti alla fnac? no, forse no.
Insisto con il pensiero e continuo a colpire borse, sacchi dello shopping sonnacchioso, spalle, braccia e zaini.
Scusi, scusa, scusate; mastico parole con senso condiviso e cortese per non perdere il contatto con il mondo.
E però, forse del mondo restano solo corpi che scivolano veloci e che sbattono contro la mia lentezza; e allora, non vale la pena insitere.
Ciao mondo, gira lontano e non distrarmi con i tuoi specchietti di chanel per allodole di lusso
...tra l'altro, non vedi che stamattina ho abbinato i colori come le lune che mi girano in testa?
Credetemi, non era un calesse.
Scendo lenta le scale, anche di notte questa città è rumorosa.
L’aria è calda, e mi sento sospesa, i passi sono più leggeri e mi sono ancora più vuota.
Cerco un pretesto di pensiero da seguire che mi porti nel mondo opposto al tuo; ne trovo un milione per inseguirti sempre più da vicino, piuttosto.
È ingrata anche di notte milano; cerco il sud e vorrei incamminarmi a piedi.
Piano, scivolo piano e vorrei diventare nuvole soffici e raggiungerti all’alba; abbandonare la carne e la pelle e diventare sorrisi solo per te.
era solo un treno che tornava lentamente mentre io sbattevo la testa e la ferraglia fendeva l’aria con violenza.
una manciata di inquieti secondi e un lampo di paura folle.
va bene, si si, va…e però fa le fermate intermedie e ci mette un po’ di più ad arrivare.
pazienza e santità delle emozioni.
Mentre ero qui che tornavo,
ho pensato che dovevo pur far qualcosa per questa mezza tonnellata di parole sospese sulla punta;
e no, non potevo più far finta che fossero gli avanzi di qualche cena
incastrati tra un canino ed un molare.
Ecco dunque le parole e la punta di decollo, ritorniamo.
Piano però, non spingiamo..
To be a kangaroo
to be a spider
metamorphosis is coming.
(F.B., 23 coppie di cromosomi - Dieci stratagemmi, 1/10/2004)
