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Le cose più importanti sono sempre capitate, tra capo e collo, ai margini della mia consapevolezza.
Questa serata con luna appesa troppo in alto per le mie fantasie,
riceva l'oblazione dell' incosapevolezza che mi lascia vivere leggera, senza alcuna importanza.
monsieur, s'il vous plait, j'ai besoin de rire.
con te dovrò combattere, non ti si può pigliare come sei
Parto e torno, ri-parto e ri-torno;
il dis-equilibrio diventa più fluido e certi perimetri in cemento e filo spinato diventano sfumature.
In effetti, ci sono anche dei calessi che passano;
osservo e sospendo il giudizio.
Entro ed esco, ri-entro e ri-esco;
lascio la porta socchiusa e gli spifferi centrano le reni.
Poteva essere solo pnl e quello solo un principe triste per aver addomesticato una volpe ed una rosa lontana.
Il gioco del poteva essere m’incanta e allora,
poteva essere che io continuavo a scrivere sulla sabbia umida e che l’aereo non atterrava mai.
E questa, poteva essere solo una canzone
Leggo dentro i tuoi occhi
da quante volte vivi
dal taglío della bocca
se sei disposto all'odio o all'indulgenza
nel tratto del tuo naso
se sei orgoglioso fiero oppure vile
i drammi del tuo cuore
li leggo nelle mani
nelle loro falangi
dispendio o tirchieria.
Da come ridi e siedi
so come fai l'amore
quando ti arrabbi
se propendi all'astio o all'onestà
per cose che non sai e non intendi
se sei presuntuoso od umile
negli archi delle unghie
se sei un puro un avido o un meschino.
Ma se ti senti male
rivolgiti al Signore
credimi siamo niente
dei miseri ruscelli senza Fonte.
Vedo quando cammini
se sei borioso fragile o indifeso
da come parli e ascolti
il grado di coscienza
nei muscoli del collo e nelle orecchie:
il tipo di tensioni e di chiusure
dal sesso e dal bacino
se sei più uomo o donna
vivere venti o quarant'anni in più
è uguale
difficile è capire ciò che è giusto
e che l'Eterno non ha avuto inizio
perché la nostra mente è temporale
e il corpo vive giustamente
solo questa vita.
Ma se ti senti male
rivolgiti al Signore...
ed ora potrei anche andare a mangiare con le mani la pasta con le noci e la rucola; vado.
E anche se risposte non ce ne sono, io insisto con le domande;
e anche se le partenze sanno di abbandono, io continuo a partire e a tornare e la follia s’insinua nella ferraglia di un treno o in un’allucinazione da xamamina;
e anche se ho scartato la polpa e gioco con il nocciolo,
succhiando il sapore legnoso della pianta, mi sazio pensando che sia nettare;
e anche se è doloroso, stringo i denti e porgo l’altra guancia.
ora, si potrebbe anche andar via; con questo vento e questa sofferenza, sarebbe tutto meno doloroso.
