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giovedì, marzo 24, 2005

di notte, pontile o mare
e poi finisce che finiscono pure i finali
            e le parole che non parlano e non parolano più
s'addormentano in macchina,
parcheggiate nel parcheggio del centro commerciale
aspettando il tre per due sugli scarti delle noci di cocco.

e poi inizia che con piccoli tocchi di caos
come wim mertens nel suo ventre
aderisco all' ordine delle cose
nel senso in-condiviso.

e che volete?
qui, si pesca di notte.

abbassate il volume che ho mal di testa
e l'agnello di zucchero mi dà nausea, chiudete quel frigo!

Grazia scrisse alle 20:29 | link | commenti (17) |
a parole

martedì, marzo 08, 2005

Certe mattine
arrivano le dieci e, tutto quello che ne anticipa la percezione,
gusta di orzobimbo con cereali,
suona di una radio da lontano,
colora della luce filtrata dalle tapparelle,
conosce i passi felpati di mia mamma,
legge parole del libro avvolto insieme a me nella copertina,
respira piano per non smuovere l’aria immobile,
guarda con gli angoli degli occhi assottigliati se il mondo è ancora sulla scrivania,
stiracchia piano i piedi e le dita delle mani raccolte a pugno.
Tutto quello che c’è prima delle dieci è una veglia del sonno,
un’ immagine dilatata dello spazio,
un senso espanso del tempo.

Altre mattine,
le dieci arrivano che hanno già vissuto ogni emozione e mischiato pezzi e avanzi della notte, voci e umidità di un giorno pieno.
Stupore di una nevicata,
tristezza per un sms che non risponde,
orticaria per una macchina che non parte,
corsa verso una cosa che non vuoi fare.

Una specie di vaffanculo insomma,
niente di straordinario,
un feedback come un altro,
solo, peccato che arrivi prima delle dieci.

suona ora giorgio gaber - chiedo scusa

Grazia scrisse alle 22:57 | link | commenti (17) |
a parole

mercoledì, marzo 02, 2005

All'arme all'arme la campana sona
li Turche so'  sbarcati a la marina
chi tene 'e scarpe vecchie se l'assòla
c'avimm'a fare nu lungo cammino.

Quant'è lungo stu cammino disperato
e sta storia se ripete ciento volte
nuie fuimmo tutte quante assai luntano
quanno sona la campana.

musicanova, quanno sona la campana, 1980
(da ascoltare a casse piene)

p.s.
e non c'è verso; mi giro e mi rigiro
e sempre m'aggroviglio.
e non c'è senso; mi penso e mi ripenso
e dunque mare tutt'intorno sia.

Grazia scrisse alle 13:58 | link | commenti (23) |
a parole con sottofondo


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