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sound track, respiro della terra
“Pesco dal sacchetto le parole, una ad una, e provo a disegnarne l’emozione”.
Una volta, era così facile salirci e scenderne.
Cambiava l’orario e il treno sapeva arrivare o partire, facendosi accompagnare dalla curva definita delle bocche; ora invece, il treno, poteva solo attraversare.
La borsa, groviglio di giorni saltati in padella, resta incastrata sotto la poltroncina dell’eu gonfia di panni sporchi; mi giro sull’altro fianco e la rivedo come una volta, condita di olio, salsa di pomodori e peperoncini, ferma sul marciapiede pronta per il viaggio.
Il ricordo è tutto disciolto, diluito nel mare che si vedrà tra qualche mezz’ora da questa parte del finestrino.
È solo un treno in fondo, troppo lungo è vero, però puntuale e poi, si ferma solo tre minuti.
Il tempo di una sigaretta. Che non fumo.
Sound track, rotaie da vicino
