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s t r o m b o l i. a parole è ancora più tortuosa che a scalare.
s’aggrovigliano i sensi negli odori di gelsomini e gigli
e senza i lampioni s’abbassano le stelle e la luna s’alza dietro il fico;
s’arrangiano quelli senza scarponi su per la mulattiera
e senza il sole s’inseguono i vapori di iddu che s’alzano in alto a tutto mossi da maestrale o scirocco.
s t r o m b o l i. a parole non ci sono i gechi, le conchiglie, le meduse, i gatti e i pesci ad insalata;
e nemmeno strombolicchio lì a destra, la pioggia beffeggiante, gli arancini speckpistacchi e il ventre della terra che ti prende nella pancia.
s t r o m b o l i. a parole è difficile ma restano le mani e i polsi un po’ sentimentali.
sound track, quel motivetto mmhmmm mhmm, ogni tanto, per la gradevolezza di tutti i sensi

La sesta domenica, il cavaliere apparve con una rosa gialla in mano. Ascoltò la messa in piedi, come faceva sempre, e alla fine intralciò il passo a Remedios la bella e le offrì la rosa solitaria.
Lei la ricevette con un gesto naturale, come se fosse stata preparata a ricevere quell'omaggio, e allora scoprì il volto per un istante e lo ringraziò con un sorriso. Non fece altro. Ma non soltanto per il cavaliere, bensì per tutti gli uomini che ebbero sfortunato privilegio di viverlo, quello fu un istante eterno.
g.g.marquez – cent’anni di solitudine – remedios e quel che lascia all’amore
sound track - litania, a.sparagna e g.l.ferretti in occitania
concert track - festa di liberazione, roma1609, lavorare stanca
video track - cinema madison sala 4, roma1509, l' uomo in più

video cult track (ascolto i consigli): alle 18 comincerà il giudizio universale, mancano tre minuti.
Grazia,
obietto minuziosamente le ultime ventiquattro ore scorse distratte mentre il pane il vino la carne di maiale la leggerezza e il mal di testa usurpavano la mia sana intenzione di essere raziocinante
È settembre da cinque giorni e mi tuffo in acqua come fosse ancora un mare d’ agosto;
e conto le stelle a migliaia come fosse sempre un tetto arrampicato su napoli.
Restano le rime e si perde il motivetto leggero che pizzicava le orecchie.
Eccoci di mattina lenta;
io, sospesa su tutti i giudizi e gli umori della notte e la tazza appiccicosa dell’orzobimbo in equilibrio sulla pila perfettamente instabile di libri.
Scrivo sghemba e sottolineo in blu;
la scelta è la fine dell’ozio, l’inizio della to do list, un pranzo con primo secondo contorno frutta dolce e caffè.
Eccoci di mattina pigra;
rewind, ma non capisco se è un film di chaplin o una panchina des jardin de luxembourg impigrita su foglie di tigli.
(nel dubbio, se potessi tornare nel sonno di stanotte darei indietro i vuoti peroni accatastati in cantina da mio nonno buonanima, striglierei i capelli con il pettine pettinessa di mia nonna grandanima e aspetterei ù capilluru con il sacchetto di capelli bianchi in mano).
grazia,
a pensarci in equilibrio su una gamba, viene voglia di una risata sguaiata.
grazia,
è insano cercarti.
Sound cult track: jeanne moreau quella di truffaut cioè di fra
