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martedì, agosto 29, 2006

sardegna
s a r d e g n a

in spiagge senza nome ma con un numero, un colore ed una profondità; pantagruelica accoglienza made in egypt.
miele su pecorini media stagionatura, lentisco, corbezzolo e valli di erica mai trovate tra giganti e onde granitiche;  
fiordi schiumosi di tramontana che pareva un'altra stagione e passeggiate verso tramonti e
nicchie controvento per riposare i sensi; riviste di gossip e miao o o.

biagio e valentina aiutoooooooooo
p u g l i a
in spiagge rimini style con nebulizzatore di acqua (azzardo), ombrelloni e maschi ostentati in slip inguinali.
i muretti (oh i muretti a secco! quale sensuale tessitura di pietre sulla terra, quale meraviglia! ) morbidi di pietra e vicini di lontananza, cingono radici di ulivi secolari e fronde giovani di un argento accecante al sole di scirocco.
sorriso mite e voce pacata per storie di vecchie campagne, di vacanze lontane, di giochi o bambini.
un polpo a sagra, abbondante e perfettamente fritto.
matrimonio in vestito champagne e scarpetta lastminute, cin cin agli sposi un tuffo in piscina e pungente stretta nel petto e negli occhi di chi guardava. 

tutto il resto è mare

tutt' intorno noi
c a l a b r i a
in spiagge antiche di sterpi stagliate tra binari e statale 106 - o anche - in spiagge fescìon che nemmeno le vedi, che devi digitare il pin per accedere e poi accedi (ahinoi! ) al mattatoio di ombrelloni e teste fitte.
(spiagge che a circumnavigare la punta dello stivale, sono un paradosso).
acque rapide e gelide di fiumi che schiudono il torace in un respiro ancestrale e tonificano i muscoli, pulsanti sotto una pelle morbida e dorata.
tarantella sottotono e fricchettoni e però anche (meno male) gli ipnotici maestri d'organetto e di tamburello.
poi le vertigini dell'aspromonte (sospensione del respiro, abbaglio degli occhi) e le sue vacche ancheggianti (e incuranti del tuo clacson costipato) tra castagni e noci e pendii rocciosi; strade franate e rovi di more dolcissime che in religioso silenzioso e laico stupore ci conducono a roghudi: un urlo senza voce, un presepe senza pastori e mangiatoia, una parola che ancora non so e che emoziona tutte le emozioni.
il bivacco tra capiccùalli mitologici di vua e tramonti ammàre che ci sorprendono tra l' etna (oh h hhh) spuntato dietro un dosso e, stromboli inaspettato cullatore di sole.

grazia, in mmmhmacchina

eyes track: pietre diroccate sotto i piedi, affacciate a strapiombo su sinuose colline gialle che si adagiano sul mare senza tempo, senza ritmo; blu intenso sopra le teste. la tua commovente commozione estetica, gli occhi liquidi di sorprendente sorpresa, la perfetta sublimazione del palato.
click track:
impossibile scattare sull' emozione
sound track: musicasette di beatles, rino gaetano, sarnemo '83 o anche '84 e gli altri di cui non ricordo il nome.

Grazia scrisse alle 17:44 | link | commenti (19) |


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