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sabato, settembre 15, 2007

concerto di franco battiato - reggio emilia, festa dell'unità 2007

Ci penzi quannu abballamu
E dintra all’occhi tutte e dui ni vaddamu.
Stu novu amicu tò nan sapi nenti…..
No sapi caia statu ju lu tò amanti.
Li turchi mi pigghiaru intra lu cori
A tradimentu m’arrubbaru l’amuri
‘nzignatimi la via prima cà scura
ca di sti patti stannu d’arretu e mura.
Si no mi cuccu ‘n terra o ‘nda lu lettu
Ca di li vermi sugnu già mangiatu tuttu.
Si no mi cuccu ‘n terra o ‘nda lu lettu……

Curri e na stanca ‘u cavaddu ‘i Monreali
‘U tempu sta finennu na ‘n ci pinzari
macari aceddi sunu stanchi di cantari
su tempu ……..
mi l’aia passatu tra peni e turmenti
li peni di lu ‘nfernu nan su nenti

(with compliments, franco battiato)

Grazia scrisse alle 17:43 | link | commenti (3) |
a parole scattate, a parole di battiato

venerdì, luglio 29, 2005

in viaggio, faccia al finestrino

a real man
everything is good
inspired by love and wine

(f.b. - I'm that - dieci stratagemmi, 2004)

Grazia scrisse alle 11:28 | link | commenti (5) |
a parole scattate, a parole di battiato, a parole con sottofondo

giovedì, giugno 16, 2005

taxi à louage, verso sousse
Una strada attraversa un pezzo di Tunisia
e pezzi di umanità attraversano, anche in contromano, la strada.
Da un taxi à louage scivola ai lati il grano maturo verso un orizzonte che potrebbe avere il mare appena dopo la profondità del nostro sguardo.
E noi andavamo dondolate da ebbrezze analcoliche, verso spezie e agnelli sacrificali; sorseggiando thè à la menthe (avec pignon) all’uscita di un hammam.
Era solo un all inclusive, dilatato in all extra.

sound track (rubata a questa nuova casa di questo solito vecchio amico)
Alice – canta Francuzzo – I treni di Tozeur

Grazia scrisse alle 10:35 | link | commenti (23) |
a parole scattate, a parole di battiato, a viaggi

giovedì, gennaio 27, 2005

 Carico di lussuria si presentò l’autunno di Bengasi..

lo so che siamo in pieno inverno, in piena neve, in piena faccia, direi, ma bisogna sempre essere in tema? In tinta, in tono e in sintonia?

Stanotte ad esempio, mi sentivo una tangente lamentosa delle due rette parallele che portavano da lassù a quaggiù;
ciuf ciuf

qualche giorno fa invece, mi sorprendevo serena nella perfetta posizione del sonno incavato nell’ascella, mentre il mare parlava e l’alcool rimischiava le viscere;
mhm mhm

oggi pomeriggio poi, ho presagito lo stridere giocoso del dis-accoppiamento del colore delle scarpe con le righe delle calze (giammai lo feci, semper recidiva sono)..
ih ih ih

Questa storia dell’ equilibro, del bilanciamento, del pareggio della concomitanza e della consonanza, non la condivido; e l’animale che mi porto dentro inizia a sospettare.

I tarli, vecchi parassiti dei neuroni che vivacizzano di tanto in tanto le sinapsi, spesso mostrano nuove strategie, ed ecco dunque che non mi chiedo più il perché ma il per come, illudendomi di capirci qualcosa e abbozzando una danza, i soliti vecchi valzer viennesi.

Strani giorni, aromatizzati di propoli e chiacchiere da vicino e ricette piemontesi emozionevoli.
Viviamo strani giorni, di febbri, manzi e orde di vane promesse.
Uno pensa sempre che si tratti di febbre, e invece è proprio tutto vero.

Mi è pure capitato di chiedere dritto negli occhi e di ricevere una nuca in omaggio per fare un paio di flessioni.

p.s.
All’Alcatraz, Francuzzo armeggiava con una specie di mixer e, mixava; tutta quella roba commerciale che s’è fidato di fare, la mixava.
Sempre Battiato sei, ma ora che scendi giù, sii più sobrio, che tanto saremo in pochi intimi.

Grazia, tra catatonia e schizofrenia, sceglierei di tornare sempre; dopo ogni viaggio anche senza sigillo di autenticità, torno.

Grazia scrisse alle 22:40 | link | commenti (14) |
a parole di battiato

mercoledì, dicembre 29, 2004

sospendo a mezz' aria il senso noto di questa notte,
così, per capire se c'è un altro finale.
la parete si accende e poi si spegne nel ritmo ipnotico dell' intermittenza random;
bivacco e succhio semi di zucca.
psicocibernetica,
il capitolo quarto è uno tsunami...

 rammento quelle canzoni che cantavo al di là del tono;
rammendavi con stucco e prendevi ogni sera il trenino.

cercavo di indurire i polpastrelli e le corde saltavano e
le parole erano più forti e la musica si scioglieva nella stanza;
si scivolava poi
che era una meraviglia.

..con candelabri in testa o come le balinesi nei giorni di festa
















Grazia scrisse alle 01:02 | link | commenti (18) |
a parole, a parole di battiato, a parole su parole

lunedì, novembre 22, 2004

Parto e torno, ri-parto e ri-torno;
il dis-equilibrio diventa più fluido e certi perimetri in cemento e filo spinato diventano sfumature.
In effetti, ci sono anche dei calessi che passano;

osservo e sospendo il giudizio.

 

Entro ed esco, ri-entro e ri-esco;

lascio la porta socchiusa e gli spifferi centrano le reni.

Poteva essere solo pnl e quello solo un principe triste per aver addomesticato una volpe ed una rosa lontana.
Il gioco del poteva essere m’incanta e allora,

 poteva essere che io continuavo a scrivere sulla sabbia umida e che l’aereo non atterrava mai.

 E questa, poteva essere solo una canzone

 

Leggo dentro i tuoi occhi
da quante volte vivi
dal taglío della bocca
se sei disposto all'odio o all'indulgenza
nel tratto del tuo naso
se sei orgoglioso fiero oppure vile
i drammi del tuo cuore
li leggo nelle mani
nelle loro falangi
dispendio o tirchieria.
Da come ridi e siedi
so come fai l'amore
quando ti arrabbi
se propendi all'astio o all'onestà
per cose che non sai e non intendi
se sei presuntuoso od umile
negli archi delle unghie
se sei un puro un avido o un meschino.
Ma se ti senti male
rivolgiti al Signore
credimi siamo niente
dei miseri ruscelli senza Fonte.
Vedo quando cammini
se sei borioso fragile o indifeso
da come parli e ascolti
il grado di coscienza
nei muscoli del collo e nelle orecchie:
il tipo di tensioni e di chiusure
dal sesso e dal bacino
se sei più uomo o donna
vivere venti o quarant'anni in più
è uguale
difficile è capire ciò che è giusto
e che l'Eterno non ha avuto inizio
perché la nostra mente è temporale
e il corpo vive giustamente
solo questa vita.
Ma se ti senti male
rivolgiti al Signore...

 (FB - Fisiognomica 1998)

ed ora potrei anche andare a mangiare con le mani la pasta con le noci e la rucola; vado.

 














































Grazia scrisse alle 13:11 | link | commenti (12) |
a parole, a parole di battiato

sabato, ottobre 02, 2004

To be a kangaroo
to be a spider
metamorphosis is coming.

(F.B., 23 coppie di cromosomi - Dieci stratagemmi, 1/10/2004)





Grazia scrisse alle 01:13 | link | commenti (3) |
a parole di battiato

mercoledì, maggio 26, 2004

toc toc
- si, chi è?
- un derviscio.
- dica, prego.
- cerco una fan.
- al primo piano, ce ne sono un buon numero.
- ma come! sono salito fino al 1378956esimo piano!
- mi dispiace, ha interprato male le indicazioni o le hanno detto il falso.
- già, maledette voci di corridoio e illusioni ottiche.
- eh, si. il palazzo è grande come può vedere e spesso s'insinuano anche leggende e miraggi, sopratutto guardando dal basso verso l' alto.
- si, mi scusi ancora. eh... ma mi dica, qua invece cosa avete?
- ah, mio caro! se vuole glielo riassumo in poche parole; sa, ho poco tempo per dissertazioni sull'uscio della porta. bene, qui, mio caro,  c'è il mistico riconoscimento dell'uno al di sopra della spicciola specie del pubblichino battimano dei concerti e delle canzonette per la radio. qui, caro il mio derviscio disperso, abbiamo quelli che camminano sui carboni ardenti ogni mattina, quelli che inzuppano il cornetto nelle sue parole e che parlano con un sottofondo di cavigliere del kathakali.
- si, ne colgo la completezza. anche io, provo ad affacciarmi ogni giorno a questa condizione di fusione perfetta nelle mie giravolte ipnotiche. ma sa, per noi è molto più difficile.
- si, le auguro un giorno di ricongiungersi al suo uno e di trovare il suo equilibrio perfetto, come facciamo noi, quassù.
- grazie, addio.
- addio.

e che la porta si chiuda qui.
















Grazia scrisse alle 13:07 | link | commenti (21) |
a parole di battiato

lunedì, maggio 24, 2004

Aria Siciliana

Duminica jurnata di sciroccu
fora non si po' stari
pi ffari un pocu i friscu
mettu a finesra a vanedduzza
e mi vaiu a ripusari

a stissa aria
ca so putenza srogghi u mo pinseri
ah u cori vola
s'allunga pigghi forma e ti prisenti
non pozzo ripusari

u suli ora trasi dintra o mari
e fannu l'amuri
nun c'è cosa chiù granni
tu sì la vera surgenti
chi sazia i sintimenti

a stissa aria
ca so calura crisci
e mi turmenta
ah u cori vola
sintennu sbrizzi d'acqua di funtana
nto mo Jardineddu
mi piaci stari sula

a stissa aria
ca so calura crisci
e mi turmenta
ah u cori vola
sintennu sbrizzi d'acqua di funtana

nto mo Jardineddu
mi piaci stari sulu
mi piaci stari sula.

 

f.battiato – g.russo (però pare che il testo sia di matrice popolare e riadattato da G.Russo- M.A. Sisini)

 

certe canzoni hanno bisogno di notti più a sud; questa invece va per conto suo a ventilare la mente con odori di salsedine e pinzimoni di facce lontane; questa va da sè anche da quassù..

Refrain

p.s. stasera francuzzo da fazio ha detto che Rumsfield è un perfetto coglione;

stasera francuzzo era da fazio, in collegamento da milo;

stasera ho visto francuzzo..

…si era già capito quanto lo amassi.





































Grazia scrisse alle 00:42 | link | commenti (27) |
a parole di battiato

sabato, maggio 08, 2004

Venezia mi ricorda istintivamente Istanbul
stessi palazzi addosso al mare
rossi tramonti che si perdono nel nulla.

 

Prendo parole in prestito e le impasto nei miei sensi;

le mie, le immolo ad un altare ignoto ai più e le confondo con incensi per distrarre i passanti.

 

D' Annunzio montò a cavallo con fanatismo futurista
quanta passione per gli aeroplani e per le bande legionarie
che scherzi gioca all'uomo la Natura.

 

No, non ho abilità da equilibrista; chiudo gli occhi e immagino di camminare su terra piatta di sabbia o di argilla umida ma, conosco l’abisso quaggiù.


Mi dia un pacchetto di Camel senza filtro e una minerva
e una cronaca alla radio dice che una punta attacca
verticalizzando l'area di rigore...
ragazzi non giocate troppo spesso accanto agli ospedali.

 

 

Si, sono uscita e rientrata; lo faccio sempre. Tengo aperte molte porte che affacciano su pensieri paralleli e inconsapevoli l’uno dall’altro; parla pure, io ascolto te, la musica e un paio di libellule spensierate.


Socrate parlava spesso delle gioie dell'Amore
e nel petto degli alunni si affacciava quasi il cuore
tanto che gli offrivano anche il corpo: fuochi di
ferragosto.

 

 

Pensavo a questo petto che si apre e a questo cuore che si affaccia;

vedevo il mio in equilibrio sul cornicione.

 

E gli anni dell'adolescenza pieni di battesimi e comunioni
in sacrestia: Ave Maria.
Un tempo si giocava con gli amici a carte e per le feste si
indossavano cravatte per questioni estetiche e sociali; le
donne si sceglievano un marito per corrispondenza...

 

Qualcuno parla dalla cattedra e dice che disegnare caffettiere e indossare tessuti cuciti al contrario, è altra cosa che calcolare gli equilibri delle fondamenta; già, ecco tutto questo malcostume del design che trabocca senza dignità e questi cedimenti.


L'Etica è una vittima incosciente della Storia: ieri ho
visto due uomini che si tenevano abbracciati in un
cinemino di periferia... e penso a come cambia in fretta la
Morale: un tempo si uccidevano i cristiani e poi questi
ultimi con la scusa delle streghe ammazzavano i pagani.
Ave Maria.

 

 

In televisione ho visto un uomo al guinzaglio di un sorriso diabolico; se fosse stato il mio scatto ad uccidere così barbaramente la morale, ne sarei morta di pudore.


E perché il sol dell'avvenire splenda ancora sulla terra
facciamo un po' di largo con un'altra guerra.

 

 

No, facciamo che apro le mie mille e una notte; il secondo giudizio sta spaccando la gengiva.

Grazia scrisse alle 23:02 | link | commenti (14) |
a parole di battiato

giovedì, maggio 06, 2004

si nni jeru si nni jeru li me anni/si nni jeru si nni jeru nun sacciu unni/ora ca su arrivatu a uttant’ anni/chiamu la vita e morti m’ arrispunni/cunzatimi ccu ciuri lu me lettu/ca di li vermi su manciatu tuttu/ah si putissi turnari a campari/chiu’ nun vurria muriri chi pp’ amuri.

Grazia scrisse alle 15:17 | link | commenti (15) |
a parole di battiato

mercoledì, maggio 05, 2004
Plaisir d'amour ne d...

Plaisir d'amour ne dure qu'un moment,
chagrin d'amour dure toute la vie…

 

Riflessione della pelle

sono partita, ed erano 26 tondi; sono tornata e sono 27 spigolosi.

Paris non è stata clemente, e non ha saputo ingannare il tempo;  però ha disteso piacevolmente le nostalgie e spalmato un po’ di antiruggine e tracciato dei ponti con la punta soffice dell’immaginazione; proprio mente qualcuno insisteva con il mio profilo a matita.

 

J'ai tout quittè pour l'ingrate
Sylvie;
elle me quitte et prend un autre amant.

 

Riflessione del sangue

sono stata derubata di momenti preziosi dai viaggi che ho inseguito; e nel mio sangue hanno iniettato l’esotica forma della libertà senza che io ne prendessi consapevole potere.

Mi sono distratta da te quando ne avevi bisogno, questa la mia croce; ho cercato una via di fuga nel tuo abbraccio e chissà, chissà se è stata una fuga o una testata al marmo.

Ti adoro, e forse marcirò;  persa a cercarti negli occhi che non hai più, folle nel rincorrere i ricordi di quella spregiudicata e irriverente voglia di sfidare la vita che avevi e che ci ha fatti scontrare e amare di sangue ancora di più.

 

Plaisir d'amour ne dure qu'un moment,
chagrin d'amour dure toute la vie…

 

Riflessione del petto che si affaccia

un elastico suadente da tendere fino al limite della sua estensione; mollarlo e, spersa nei pensieri,  lasciarlo pizzicare il palmo della mano in un refrain diabolico che solo io e Mirò abbiamo colto nell’estasi di un blu troppo intenso che sapeva di Sicilia.

Anche questo c’era a Paris; un soffio e brivido maledetto in un pensiero libellula.

Ho raccontato alla Sein questa favola; si è burlata di me, rispondendomi a tono con altre fiabe..ha cercato di sussurrarle, ma ho messo le mani sulle orecchie dal troppo piacere.

 

Tant que cette eau coulera doucement
vers le ruisseau qui borde la prairie

 

Riflessione dell’unico neurone

dillo, dillo che hai cancellato tutte le foto per la stupida mania di cercare nuove prospettive; pardonnez-moi, madames et monsiuers.

 

je t'aimerai, me répétait Sylvie.
L'eau coule encore; elle a changé pourtant

 

Riflessione dell’ultima cena

Ho ricevuto in dono un tavolo da giardino (leggesi da terrazzino) e due sedie, per la serie infinita “non ti libererai di noi; ti terremo compagnia con le zanzare”, grazie a Ge e a Lo.

Ho ricevuto in dono un portafiori ricavato dalla latta dei pelati e..non ce la faccio a scriverlo, mi viene da ridere, grazie Lo.

Ho ricevuto in dono un libello sugli “occhi fascinatori” …cara la Paolotta.

Ho ricevuto in dono la promessa di un libro che dovrò scegliere (una volta ti avrei recitato una comanda di dieci libri, ora prendo del tempo per pensarci, vero Ma?).

La sacher era un po’ asciutta, ma squisitamente fatta in casa grazie all’impeccabile memoria culinaria di Pa (?).

Il ponte sullo stretto sarà uno scempio, credimi Eduà.

 

Plaisir d'amour ne dure qu'un moment,
chagrin d'amour dure toute la vie.


 

 










Grazia scrisse alle 01:03 | link | commenti (10) |
a parole di battiato

giovedì, aprile 22, 2004
E la sera ritorno co...

E la sera ritorno con malesseri speciali..

milano, primavera irriverente mi rende isterica;

milano, project manager mi vorrebbe in tailler (??!!);

milano, capoccioni del search dispensano sorrisi stretti;

milano, autista snervato mi fa ridere;

milano, cassiera emmelunga ruba i miei tickets restaurant;

milano, aria calda mi rende nostalgica (e non solo l’aria calda);

milano, il collega più in gamba è solo di passaggio;

milano, lo stress da lavoro è qualcosa che non mi attaccherete mai;

milano, mi manca sempre qualcosa;

milano, la lavanderia chiude alle 19.00;

milano, sono davvero così smemorata?

milano, stasera giapponese.

Non servono tranquillanti o terapie..

 

p.s. devo comprare dei post-it formato xxl, ricordalo Grazia.

Grazia scrisse alle 20:29 | link | commenti (8) |
a parole di battiato

mercoledì, marzo 31, 2004
**Che cena infame...

**Che cena infame stasera, che pessimo vino, chiacchiero col vicino

E fu così che qualcuno tirò i fili e i miei rapporti con la vita, si diradarono a dismisura.

Il pancreas mi è sempre stato simpatico, non so perché, il nome forse. Il colon invece l’ho percepito con indifferenza sin dal sussidiario in terza elementare. Ora li odio; il pancreas si è alleato con il colon, quel pezzo di intestino ingrato e, insieme, minacciano con un esercito di batteri il mio karma fisico.

I ritmi bioenergetici degli organi del mio corpo, sono sintonizzati su una pessima stazione; ascoltano un’altra musica, diciamo così.

**Lei non ha finezza, non sa sopportare l’ebbrezza.

La surreale stregoneria dei vega test, ha decretato l’ agonia del mio fisico, l’inutilità delle mie papille gustative e soprattutto la rinuncia al piacere del vino.

**Colgo frasi occidentali, schizzano dal cervello i pensieri, fini le calze, la coscienza trascendentale, no l’idea si incarna.

Dice poi, sempre il marchingegno diabolico, stuzzicato con fiori di bach e acidi in provetta, che sono molto riflessiva e penso troppo.

- è un male ora essere riflessivi?

- no, però non ti lamentare se poi ogni tanto svieni.

**Dice che questa estate ci sarà la fine del mondo

L’estate, non sarà estate senza pomodoro, senza melanzane arrostite con la stramaledetta menta piperita. Niente a pensarci sarà più lo stesso, budini di soya e olio di girasole, pane azzimo e latte di riso, farina di ceci e semi di girasole, olio di borragine e formaggi di capra.

Grazia viva, Grazia vegetativa.

Posso bere il cognac, però.

**The end of the world, berretto di pelo e sottanina di tàrtan.
Have we cold feet about the cosmos


Grazia scrisse alle 16:40 | link | commenti (10) |
a parole di battiato

martedì, marzo 30, 2004
ho combattuto fantas...

ho combattuto fantasmi di angosce con perdite di io

I trucchi della mente e gli incantesimi dello sguardo e il dubbio delle parole; la notte non porta consiglio e mi sveglia alle cinque con la scusa della secchezza in bocca.

 

- e se ci vedessimo?

- ti allagherei i pensieri.

- prenderei lezioni di nuoto; o annegherei volentieri.

- non sai quello che dici.

- ma so quello che voglio.

- no che non lo sai, l’istinto non conosce ragione.

 

ho galleggiato su mari di irrazionalità

Un derviscio gira in tondo e si solleva, un quartiere di parole e suoni lava i panni sporchi e li stende nella luce che entra anche nelle tapparelle.

ho dormito per non morire, buttando i miei miti di carta su cieli di schizofrenia

Posso cancellare tutto quello che voglio, macchie e sporco anche dai miei panni, ne ho il potere e il piglio voluttuoso; niente momenti estatici, sono terrificanti; a quest’ora anche i cereali sono disumani.

 

- touchée

Grazia scrisse alle 13:29 | link | commenti (13) |
a parole di battiato

martedì, marzo 23, 2004
Giù dalla torreb...

Giù dalla torre
butterei tutti quanti gli artisti
perché le trombe del giudizio suoneranno
per tutti quelli che credono in quello che fanno.
Per gli spartani
una volta era uguale
buttavano giù da una rupe
quelli che venivano male.
Giù dalla torre
butterei tutti quanti i teatranti
e nostra signora dei turchi
specchio delle mie brame, chi è fra noi il più bravo del reame.
E salverei
chi non ha voglia di far niente
e non sa fare niente
chi non ha voglia di far niente.
Giù dalla torre
butterei tutti quanti i registi
gli attori e gli elettrodomestici
per la vigilia della distruzione.
Ritorneranno dinosauri antidiluviani
una razza di super-rettili
che si mangerà scialalalalalà.
I presentatori
specie quelli creativi
che giocano ai quiz elettronici
si mangerà chi fa ma non sa quel che fa.
Si salverà
chi non ha voglia di far niente
e non sa fare niente
che non ha voglia di far niente.

(La torre - L'arca di Noè - EMI Records, 1982)































Grazia scrisse alle 22:33 | link | commenti (12) |
a parole di battiato

martedì, marzo 16, 2004
è arrivato ques...

è arrivato questo sedici marzo, finalmente; non ce la faccio piu a sopportare Ge., che francuzzo mi perdoni, se può.

Grazia scrisse alle 17:37 | link | commenti (8) |
a parole di battiato

venerdì, marzo 12, 2004
Il mio Fidel vende i...

Il mio Fidel vende i giornali e la mattina vorrebbe riversare nelle mie orecchie i kilometri di parole che legge per primo e chissà quante altre fiabe di comunisti che mangiavano i bambini. Ma io, seguo con la coda dell'occhio la fermata del sessantuno e lui capisce che anche stamattina la zucca ha fatto tardi e allora stende tra i baffi e la barba un sorriso buono d’altri tempi. La serenità che mi sventola in piena faccia e la complicità che mi offre con gli occhi, mi fanno sentire bene e orgogliosa del mio euro e zerocinque centesimi; e non solo di quello. È una delle prime cose che ho scorto nella nebbia, il mio Fidel. E' innamorato del mio giornale e gli brillano gli occhi quando mi vede e assapora l’idea che io lo leggerò. Io sono ancora assonnata quando incontro Fidel nella sua capanna odorosa di carta e certe volte, penso ancora di sognare mentre mi stringe la mano che porge le monete. Mi saluta con la testa, con le braccia, con il cuore, invitandomi nel suo domani di edicolante -ciao carissima, domani è sabato-.

Grazia scrisse alle 14:27 | link | commenti (16) |
a parole di battiato

martedì, marzo 09, 2004
Mare mare mare vogli...

Mare mare mare voglio annegare


portami lontano a naufragare


via via via da queste sponde


portami lontano sulle onde.

(f.b. summer on a solitary beach - la voce del padrone, 1981)





Grazia scrisse alle 22:52 | link | commenti (8) |
a parole di battiato

giovedì, marzo 04, 2004
t e n t a t i v i ...

t e n t a t i v i

- prego.

- …

- 413 pagine, ma ottima scelta.

- beh, speriamo. era da un po’ che volevo leggerlo.

- carta o bancomat?

- bancomat

- il codice, prego.

- …

- ecco qua. è un regalo?

- no, è per me. grazie.

- beh allora buona serata, buon week end e buona pasqua.

- ..buona pasqua? di già?!? feltrinelli chiude?!

- no, scusa. non chiude. se mi prometti che ripassi, te li faccio più in là.

- …

- anzi, se mi dai il tuo numero è ancora più facile.

- ma è la prima volta che ci vediamo. non do mai il mio numero al primo incontro.

- veramente questa è la seconda volta che ci vediamo.

- …

- la scorsa settimana hai comprato Eliot opere complete, pensavo che non ti avrei rivista per un po’, almeno.

- si è vero Eliot; ma non era per me. e comunque non mi ricordo di te.

- immaginavo.

- già. contiamo da ora.

- va bene, prometti.

- ciao.

Grazia scrisse alle 22:31 | link | commenti (12) |
a parole di battiato, a parole per amici

venerdì, febbraio 13, 2004
[...]Per questo in s...

[...]Per questo in sogno ci si vede un pò diversi
e luoghi sconosciuti sono familiari.
Restano i nomi e cambiano le facce
e l'incontrario: tutto può accadere.
Com'era contagioso e nuovo il cielo....
e c'era qualche cosa in più nell'aria.
Vieni a prendere un tè
al "Caffé de la Paix"?
su vieni con me
.

Devo difendermi da insidie velenose
e cerco di inseguire il sacro quando dormo
volando indietro in epoche passate
in cortili, in primavera.
Le sabbie colorate di un deserto
le rive trasparenti dei ruscelli.
Vieni a prendere un tè
al "Caffé de la Paix"?
su vieni con me.
(F.B. caffè de la paix, 1993)

E nonostante tutto alla fine, in quel cafè à côté de l'Operà non sono mai entrata. I prezzi esposti, o forse la paura che la musica finisse?



















Grazia scrisse alle 16:49 | link | commenti (19) |
a parole di battiato

venerdì, gennaio 23, 2004
Lode all'Inviolato ...

Lode all'Inviolato

Ne abbiamo attraversate di tempeste
e quante prove antiche e dure
ed un aiuto chiaro da un'invisibile carezza
di un custode.

Degna è la vita di colui che è sveglio
ma ancor di più di chi diventa saggio
e alla Sua gioia poi si ricongiunge
sia Lode, Lode all'Inviolato.

E quanti personaggi inutili ho indossato
io e la mia persona quanti ne ha subiti
arido è l'inferno
sterile la sua via.

Quanti miracoli, disegni e ispirazioni...
E poi la sofferenza che ti rende cieco
nelle cadute c'è il perché della Sua Assenza
le nuvole non possono annientare il Sole
e lo sapeva bene Paganini
che il diavolo è mancino e subdolo
e suona il violino.

(F.B. - Caffé de la Paix - EMI Records, 1993)
















Grazia scrisse alle 14:59 | link | commenti (12) |
a parole di battiato

martedì, dicembre 16, 2003
C'è francuzzo su rad...

C'è francuzzo su radio dj..

Esce la voce calda e siciliana dai microfoni di radio dj…sparisce linus ed entra nel mio orecchio direttamente dall’auricolare.

Parla di lsd…non è un ricatto della casa discografica risponde timidamente ma si sente che mente. Non ama i live dice, perché ama il suono puro e le imperfezioni della voce che la registrazione dal live può causare, non gli piace.

Parla di linee melodiche e di fan che salutano durante i concerti..dice che centro di gravità fa parte delle convenzioni con il pubblico..e poi si ascolta la cura: una canzone del repertorio, una canzone d’amore che non contiene la parola amore…

Tutto quello che odio mi capita”… (la cura cantata in chiesa e ai matrimoni).

 

Poi gli squilla il cellulare..ops ho dimenticato di chiuderlo…ma cos’è la suoneria?...musica sacra..la Pavane di Gabriel Fauré…era Nicola…

 

Povera patria….ostilità a priori verso la figura del politico.

 

Azerbaijan e Ucraina..location per il prossimo film; la mitica Samarcanda…

 

Aneddoto…Berté, Mango Zucchero, Milva e Battiato in russia nell’85…

Con “parlo russo” traduce al taxista di Milva “dobbiamo andare alla piazza rossa…”

 

Andiamo controcorrente… lsd non è abbinato al dvd di perduto amor..

 

"à la prochaine fois…in russo non ricordo come si dice…"

Grazia scrisse alle 11:39 | link | commenti (14) |
a parole di battiato

mercoledì, novembre 26, 2003

Piove d’incanto. Un crescente fiotto; uno scroscio furioso e invadente. Invade i timpani e copre i rumori del silenzio. Il ticchettio della sveglia e l’aria calda della ventola, sono spariti nell’assordante subisso. E anche magic shop si dissolve. I vetri custodiscono l’asciutto e i miei piedi freddi. Lo scirocco, ancora lui; con il suo folle incedere, dove vorrà portarci. Penso a quando fui sotto la pioggia e mi entrò nelle ossa, tenendomi per un braccio.

Grazia scrisse alle 20:16 | link | commenti (13) |
a parole scattate, a parole di battiato

lunedì, novembre 03, 2003

Ascolto LSD. Tra sonno e veglia, affino l’udito e immagino di sentire anche la mia di voce; stonata e invaghita del suono, in lontananza dagli spalti, lo rincorrevo sulle note fluttuanti di pazzia. Squarciavo la gola mentre a braccia tese, succhiavo quel nettare di vibrazioni e intima metafisica.

La cura è un nuovo orgasmo, è un soffio di diamanti sul collo.

Come se non l’avessi mai posseduta completamente, mi svela segreti di intima follia e indicibile commozione. Forse non è il live che mi aspettavo. Forse è davvero la rendita per finanziare il prossimo film. Forse. Ma, lo amo, comunque e sopra tutto.