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immagini di repertorio, dintorni di sinapsi e parole di contorno

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lunedì, giugno 19, 2006

venerdì, di notte
l' insonnia e il sonno di tutte le notti
[palpebre sottili come di sabbia]
gli spazi come cieli
i tempi come formiche

[palpebre frantumate come di vetro]
l'iride allagato tagliato piccolo e scuro
l' iride acquoso esploso grande e luminoso
nei colori miscelati del blu e del verde.

[febbre sotto la pelle]
la gola, la lingua, i denti,
la lingua nei denti,
i denti stampati nella lingua
il naso, la gola
[saliva amara come d'inchiostro]
parestesia, anestesia, formicolio.

[treni luminosi in stazioni a nord della città]

il vuoto pieno della mente, il saliscendi del pensiero,
l'entropico intestino che scivola nel batticuore,
il batticuore sottile come il sentimentalismo a filo di seta
[andirivieni ipnagogico]

il fiume di parole caotiche
il senso sfuggente
il fumo di polvere.
l'uomo nel cuore apre la sua scatola di
immagini b/n
e s'allaga nelle labbra.
[la lunghezza, il numero esatto, il calcolo]

i fiati nell'orecchio, il caldo, la zanzara
l'amplificazione dei sensi, il piacere.
[le palpebre chiuse al bagliore lunare, spalancate nella mente]

le parole emerse dal foglio quadrettato,
sciolte da dita fragili
galleggiano ancora con ritmo
e con-senso misterioso
[tant'è]

festival track eolieinvideo
expo track nuovacarne
sound track fumaproject


Grazia scrisse alle 13:14 | link | commenti (13) |
a parole con sottofondo, a parole milano

giovedì, dicembre 22, 2005

c'era una mattina di sole, di domenica e di pigrizia.
affusolata nell' incavo di un' ascella, aspettavo che partisse la musica o che qualcuno si svegliasse;
intanto che accordavo gli occhi e il respiro alla lentezza del risveglio, l' improbabile cielo azzurro della city entrava dal finestrone rendendo tutto troppo fescion.
per disincantarmi iniziai a giocare con i petali di una margherita parola non parola, bacio non bacio, essere non essere, fuga non fuga  e a sfilare i calzini.
il gioco dei fiori scandito dal ritmo ipnagogico cessò che ero già nel bel mezzo di ' le parole che dobbiamo dirci ' ed avevo già cambiato lato del letto e dell' ascella e preso un caffè.
a quel punto la pancia che detta il ritmo del respiro, della fame, dell' emozione, iniziò a raccontare di come certe volte le farfalle si mettono a svolazzare, indifferenti alla nostra volontà, ai nostri reumatismi, al nostro senso dell' orientamento.
ahimè.
alcune farfalle giocano al gioco del silenzio, altre restano abbozzolate, altre fanno le tarantalle.
ahimè, 'e tarantell'

sound track: ascenseur pour l'échaffaud - miles davis

grazia, il ritorno è duro a scorticare

Grazia scrisse alle 01:20 | link | commenti (13) |
scelte, a parole milano

giovedì, dicembre 15, 2005

alcool etilico ed etica nei bar

milano,
venerdì sedici dicembre,
ore 20,
via bertani sedici

immagini e movimenti etici
nei fumi etilici dei bar.

sound e video track: a consumazione, sul posto

info: faberimaginis - macchiaumana

Grazia scrisse alle 12:03 | link | commenti (13) |
a parole per amici, a parole milano

martedì, giugno 21, 2005

Era l’altra sera ed era casualmente lassù.
Il  languore della vita era steso al solito posto, tra la sera e la mattina, e da basso gli acrobati che illudono il tempo, sfilavano al solito ritmo.
Assottigliata tra uno sbadiglio e una notte che poteva dormire a pancia all’aria su un giaciglio alla lavanda e sottofondo di pianoforte,
incespicò;
 tra la fronte e il mento, incespicò in certe parole affusolate nei fiati e fermentate nel rosso pastoso dell’aperitivo; un rosso di quelli speziati alla ciliegia dal retrogusto di erba fresca che si bevono piacevoli e ti accorgi dell’ebbrezza solo quando ormai è troppo gustoso per smettere.
 
L’altra sera, mentre era lì che casualmente incespicava e il telefono suonava e la città era un po’ più silenziosa e una musica che non capiva e uno sguardo che piegava,
la notte smise di pensare e la baciò proprio in bocca con un bouquet di papaveri.
 
 video track: volevo vedere "city of god"

Grazia scrisse alle 23:29 | link | commenti (22) |
a parole milano

martedì, maggio 10, 2005

“Pesco dal sacchetto le parole, una ad una, e provo a disegnarne l’emozione”.

Una volta, era così facile salirci e scenderne.

Cambiava l’orario e il treno sapeva arrivare o partire, facendosi accompagnare dalla curva definita delle bocche; ora invece, il treno, poteva solo attraversare.

La borsa, groviglio di giorni saltati in padella, resta incastrata sotto la poltroncina dell’eu gonfia di panni sporchi; mi giro sull’altro fianco e la rivedo come una volta, condita di olio, salsa di pomodori e peperoncini, ferma sul marciapiede pronta per il viaggio.

Il ricordo è tutto disciolto, diluito nel mare che si vedrà tra qualche mezz’ora da questa parte del finestrino.

È solo un treno in fondo, troppo lungo è vero, però puntuale e poi, si ferma solo tre minuti.

Il tempo di una sigaretta. Che non fumo.

Sound track, rotaie da vicino

Grazia scrisse alle 22:38 | link | commenti (11) |
a parole con sottofondo, a parole milano

lunedì, ottobre 25, 2004

Torno da un giro di passi incespicati e di occhi coperti da un basco a strisce.

- signorina si sente bene?
- si, deve essere entrato un moscerino.

Non ci si commuove scendendo dal tram davanti alla fnac? no, forse no.

Insisto con il pensiero e continuo a colpire borse, sacchi dello shopping sonnacchioso, spalle, braccia e zaini.

Scusi, scusa, scusate; mastico parole con senso condiviso e cortese per non perdere il contatto con il mondo.
E però, forse del mondo restano solo corpi che scivolano veloci e che sbattono contro la mia lentezza; e allora, non vale la pena insitere.
Ciao mondo, gira lontano e non distrarmi con i tuoi specchietti di chanel per allodole di lusso
...tra l'altro, non vedi che stamattina ho abbinato i colori come le lune che mi girano in testa?
 

Credetemi, non era un calesse.






Grazia scrisse alle 17:53 | link | commenti (1) |
a parole milano

Scendo lenta le scale, anche di notte questa città è rumorosa.
L’aria è calda, e mi sento sospesa, i passi sono più leggeri e mi sono ancora più vuota.

Cerco un pretesto di pensiero da seguire che mi porti nel mondo opposto al tuo; ne trovo un milione per inseguirti sempre più da vicino, piuttosto.

È ingrata anche di notte milano; cerco il sud e vorrei incamminarmi a piedi.

Piano, scivolo piano e vorrei diventare nuvole soffici e raggiungerti all’alba; abbandonare la carne e la pelle e diventare sorrisi solo per te.


Grazia scrisse alle 11:02 | link | commenti (5) |
a parole milano

venerdì, ottobre 22, 2004

era solo un treno che tornava lentamente mentre io sbattevo la testa e la ferraglia fendeva l’aria con violenza.
una manciata di inquieti secondi e un lampo di paura folle.

va bene, si si, va…e però fa le fermate intermedie e ci mette un po’ di più ad arrivare.

pazienza e santità delle emozioni.


Grazia scrisse alle 22:23 | link | commenti (7) |
a parole milano

lunedì, giugno 21, 2004

Venerdì sera - mentre l'italietta pareggiava e il mio es prima classe con succo ace e salatini in omaggio, arrivava in anticipo rispetto alle splendide previsioni e qualcuno mi riempiva di sensi di colpa semi-sportivi, mi ritrovai appunto nella crusca, come anticipato.
Poco; molto poco dirò perché alcune parole ridono ancora, altre sfuggono.
Venerdi tarda sera – Moscacechus, ovvero giochi e pestaggi linguistici di lemmi e pronostici sulla convivenza con una rumena, il suo Fosco e le piantine; tra un tiro e un altro buon tiro.
[In output, immagini casuali seppur stimolanti; colpi bassi sui denti e corrispondenze di sensi sommarie ma soddisfacenti…laddove le ricerche ancora non profilano.
In input, conferenza biascicata con il calabro delle stilo e delle aston prestate e incendiate la prima notte di nozze.]
sabato mattina - con annessa conoscenza della guardia giurin giuretto che dorme su un divano similpelle sul quale una mosca è restata invischiata dopo essersi cimentata nella cottura di un uovo sodo in tre minuti per la preparazione di un’insolita insalata di riso alle tre di notte (da qui, necessitate propoli);
[ La guardia che rimbocca le coperte alle carene della sua moto, un giorno, sarà oggetto di un saggio sui “disequilibri funzionali al mantenimento dell’eccezione che conferma la regola – ovvero come guardare le partite alla playstation bestemmiando e ridere dei video di esecuzioni in tempi di guerra ed essere autorizzati a portare una pistola alla cintola”; quindi evito di anticiparvene le divine corrispondenze e le forme geometriche.]
sabato pomeriggio - di lentezza tra dvd di amori eterni e fotomontaggi di matrimoni e fotoromanzi spremuti in lettere;
sabato sera - abbiamo avuto decisamente Fortuna ed incontrato un esemplare di toscano anomalo che rivolge la parola ai non addetti alle acca aspirate e non gira le spalle alla mosca (capite il perché);
sabato notte - incubazione della malattia infiammatoria della mosca;
domenica mattina - sfruttamento dello status di ospite, ancora cornetti;
domenica a pranzo – monsieur, il faut changer le vin, on n’as pas celui de votre choix.. e la tascamosca ci rimane male; [però, che carino a portarmi a pranzo sul colle fiorentino – emotichon del sospetto -]
domenica pomeriggio - simmetrie sconcertanti (e de-concentrazione della mosca che mi masterizza un cd.. ma ma…..vuotooo);
domenica pomeriggio o quasi sera - il treno non c’era più; ma stavolta sono salita su un intercity e seppur tarda l’ora e seppur fastidiosa l’otite, Ge stava in centrale a recuperarmi.

p.s. per onestà intellettuale, avverto i lettori sprovvisti di tutte le chiavi di lettura di questo post, che in questo preciso momento qualcuno ricerca la kw “lemmi” nel motore immagini di gughel.


Grazia scrisse alle 11:11 | link | commenti (18) |
a parole milano

martedì, giugno 08, 2004

Qui c'era un post in cui si parlava di un dito scannato e di un' iniezione antitetano.
Banale pezzo di tempo inopportunamente riportato.

Grazia scrisse alle 09:01 | link | commenti (23) |
a parole milano

mercoledì, giugno 02, 2004

 E’ nelle sere come queste, quando le case attorno a me si risvegliano e con il caldo mostrano le gambe dai balconi spalancati e accendono fiammelle all' aria inaspettatamente accogliente che mi trovo a disagio; con la vita intendo.

 In ogni posto in cui sono stata, paese, città o metropoli che fosse, in queste sere si aprono i cuori di ogni cosa, animata e anche non; e mi ritrovo con i petali dei gerani in mano e sorrido pensando che quella laggiù, alla fine di quel pensiero sia la vita che mi fa segno.

 Ed eccola forse, proprio qui, in questo angolo di Milano dove prima viveva un gatto; a mani piene mi regala i cocci del paradiso che fu e divento leggera leggera sottile sottile sorridente sorridente..divento proprio Lei…la comparsa in uno spot del mulino bianco.

Eccomi, penso, anche io vivo, finalmente nel concetto condiviso di normalità!

 Ma poi mi guardo intorno e non vedo i lillipuziani e allora capisco che non devo esagerare, anche se sono omeopatiche e soprattutto che la televisione è meglio girarla con il monitor contro il mobile e attivare il blocco volume. O magari spegnerla.

 Passa la fantasia umida di felicità normalizzata e resta questa sera; una di quelle alla fine di giorni senza regole stagionali in cui la nostalgia ancestrale si attacca al mio intestino e a grossi morsi ne strappa i pezzi.

 

 Devo ancora capire se l’arnica ha effetti collaterali indesiderati o desiderati.

Grazia scrisse alle 18:08 | link | commenti (22) |
a parole milano

martedì, giugno 01, 2004

4 giorni di prognosi, stampelle, ginocchio gonfio ed ora anche spalla ed anca accartocciate? Perchè il dolore ti accudisce piano piano, lento lento da lontano e poi viene fuori sempre piano piano e lento lento? Perchè quando uno cade e poi si rialza non vede la scritta sovraimpressione: attenta a quello che dici, più tardi starai malissimo ed ora è solo l'adrenalina che ti fa dire cazzate tipo sto bene, non preoccupatevi e pensare ma si, a che vuoi che mi serva la targa? e ancora fantasticare il motorino non ha nemmeno un graffio, non vedi che parte pure?

adrenalina del tram che mi stava venendo addosso? mah.

lo vedi che pure tu hai un cuore (o qualcosina del genere)? quei bambini ti salveranno :-P


Grazia scrisse alle 14:22 | link | commenti (10) |
a parole milano

lunedì, maggio 31, 2004

Qui invece c'era un post in cui si parlava di un tamponamento, di una fuga e di una vendetta.
La testimonianza era scarsamente rilevante ai fini letterari e sopratutto inopportuna per questo blog.
Ed ora..consigli per gli acquisti.

Grazia scrisse alle 13:07 | link | commenti (11) |
a parole milano

domenica, maggio 30, 2004

Attenti a quei due..Luca e Pietro, i bastard inside, cultori della goliardia e animatori della nottegiorno milanese.

Pareva fossero facili e invece:

- milano/firenze in sei ore (due vasche stile libero);

- centri sociali con birre democratiche a soli cinque euri con spettacolo a luci rosse e divieto di rollo appena arrivati;

- una nenia della confessione cattolica metodista minima dei S.s. Luca e Pietro e la mia infinita presa per i fondelli;

- favole sul mondo dei gerani e inquietanti traffici del bio;

- merendine bio farcite ai mirtilli, frullato di mele e carote, un ottimo riso biologico;

- vhs di francuzzo inedito, pecore nere, mosche bianche e partenza del gran prix;

- le solite foto porno sul cellulare di Pietro e niente più.

Pareva e in effetti lo sono state, spensierate e piacevolmente frivole le ultime ventiquattro ore. Entusiasmanti; direi a tratti esilaranti.

(Anche la vendetta ha avuto il suo meritato posticino..eheheh)

Grazia scrisse alle 23:59 | link | commenti (4) |
a parole milano, a chiacchiere

giovedì, maggio 20, 2004

Mettiamo una sera come quella, piena di pollini e di lontananze; prendiamo una manciata di buoni minuti di solitudine e poi mettiamoli da soli in una stanza, lui e lei.

Succederà che in meno di mezz’ora lui scenderà al distributore per il tabacco e aprirà le danze dei condizionali; li lascerà volteggiare nella camera con le luci soffuse mentre lei con gli occhi socchiusi li masticherà afferrandoli senza mani, diseganndoli con il fumo...
…quando lui sarebbe ritornato, lei si sarebbe sottratta alle sue curiosità, e lui avrebbe dimenticato le tristezze che il suo viso raccontava, e lei sarebbe sfuggita di nuovo, e lui avrebbe distratto la mente leggendo i sui appunti, e lei sarebbe morta dal ridere gustoso, e lui avrebbe finto di sapere il perché, e lei si sarebbe sporta dalla finestra per annusare l'aria del mare, e lui le avrebbe sussurrato una canzone sorprendendola alle spalle, e lei gli avrebbe coperto gli occhi con la punta delle dita, e lui le avrebbe pizzicato le guance, e lei si sarebbe sottratta, e lui l’avrebbe, finalmente, baciata, e lei sarebbe svenuta e lui pure e ..loro avrebbero cercato un sonno di veglie corrispondenti.

Scusate, ora non posso più pensare, sto versandomi un bicchiere di acqua (ndr) e poi, che fastidio la gente che mi mormora..

quando il mio amore tornerà da me


Grazia scrisse alle 08:51 | link | commenti (20) |
a parole milano, a chiacchiere

venerdì, maggio 14, 2004

<TITLE> week end grazia - ascensione di un derviscio - milano </TITLE>

<META NAME="description" CONTENT="grazia, questo fine settimana amerebbe cimentarsi in questa affascinante pratica sufi e ricongiungersi al suo "uno al di sopra del bene e del male"; grazia cioè, vorrebbe fottersene del mondo.

<META NAME="keywords" CONTENT=" grazia, sufi, ascensione, derviscio, possibile sbronza">

intanto..epic that never was

Grazia scrisse alle 17:47 | link | commenti (11) |
a parole milano

lunedì, aprile 19, 2004
Piove; acqua che muo...

Piove; acqua che muore sull’asfalto o impregna i miei piedi e allaga anche la mente di se, di ma e di forse. Il solito gioco al massacro, ma più umido.

Membra assai stanche e mal di testa con il ghigno; una inconsistente malinconia tardo-adolescenziale mi veglierà fino a domattina, lo sento.

 

Cosa è stato questo lunedì?

Un appuntamento con la feltrinelli; insieme a quattro gatti, ho incontrato Peppe Servillo, un teatrante che gioca con le parole e la voce sorridente e mi chiede scusa perché non può cantare prima di te invitandomi al blunotte; Natalio Mangalavite mi offre una pizzetta, Javier Girotto si fa rosso quando gli faccio i complimenti, una body guard mi chiede se il cd è mio.

Gli parlo anche di francuzzo al meraviglioso personaggio della piccola orchestra e chissà perché si insinua la nostalgia, seguita a ruota da una totale mancanza di lucidità mentre imbocco il sentiero di un pensiero che mi conduce nel vuoto.

boh.

Di certo c'è solo che piove.

Grazia scrisse alle 20:05 | link | commenti (11) |
a parole milano

mercoledì, marzo 17, 2004
racconto di ieri s...

racconto di ieri sera

C’era l’insegna sospesa dello Smeraldo e un bouquet ben assortito di teste che entrava ed usciva distrattamente. Erano appena le 20.00 e Ge. mi aveva costretto ad arrivare un’ora prima.

C’erano pure quei birichini di una comunità di recupero per tossicodipendenti appena fuori Milano e con sedi in tutt’italia e pure in campania, hanno detto a Ge., e volevano anche sposarci, alla modica cifra di cinque euro.

C’era anche il missionario con un euro per un bimbo in africa e dei cani sghembi di contorno.

C’erano pure poi quelli di E m e r g e n c y, meno male, così ho giustificato sin dall’inizio la mia presenza in un concerto in cui francuzzo non era sui manifesti.

Infine c'ero pure io con la macchina fotografica e una discreta fame.

L’aria attorno a Ge. si tagliava con un coltello spalmato di nutella mentre io compravo la maglietta di Emergency.

Lui teneva sottocchio le hostess (ad un concerto, le hostess, mi sembrarono sin da subito la prima punizione per aver accettato questa poltronissima) che piantonavano l’ingesso nel teatro, e intanto faceva discorsi strani sulla poesia e sulla personalità di Bersani, così aderente alla sua.

Mah.

ora cerco di immedesimarmi di più

Si entra. Lo Smeraldo è una vecchia conoscenza (sempre lo stesso Ge. mi ha costretto a vedere Tango por dos, due settimane fa), ahimè, però stavolta le nostre poltronissime, sono troppo poltrone (diciassettesima fila).

Mi guardo intorno e mando due messaggi a Pa. e a mia sorella mentre Ge. si confronta con la fan che gli siede accanto. Mi è facile non entrare nelle trattazioni mielose e nelle ovazioni che fanno del tipo che canterà.

C’e anche Ornella Vanoni, per niente discreta inizia a firmare magliette con il logo di caramellasmog. Mah.

Arriva anche quel povero Pacifico che ho inseguito tirata per un braccio da Ge. (che un comunista in astinenza se lo mangi) sabato scorso a p.ta Genova, dopo essere scesa dal tram due fermate prima.

Velo pietoso.

Il concerto..ops…lo spettacolo inizia.

Lui è uno showman, meno male, già che non sono riuscita ad imparare che tre canzoni almeno rido.

Inizia a raccontare aneddoti divertenti e a fare battute da buon romagnolo. Spiega le canzoni (!) e ci dice come nascono i testi (questo fa ridere). Libere associazioni e demo di fan catanesi che lui richiama dopo tre anni.

Ci racconta della fila dal tabaccaio e di come in fondo lo prendono in giro.

Poi ci parla di questa fitta corrispondenza web-epistolare con i suoi fan e delle masterizzazioni, di un programma spia e di una scorretta grammatica nei titoli delle canzoni (o forse di un rapporto conflittuale con Daniele Silvestri).

considerazioni

Insomma mi diverte questo Samuele mentre scatto foto al pubblico timido che a malapena canticchia (tranne Ge. che urla).

Stacca due o tre volte, o forse anche più non so e si sente che è malato.

Finisce con chicco&spillo e finalmente i due bambini seduti dietro di noi si mettono a cantare.

ritorno in radiobus

è il minimo per una città che chiude la metro a mezzanotte. Accompagnamo una signora, poi un coppia di anziani, poi andiamo a prendere una ragazza e infine arriviamo anche casa mia.

Ge. mi chiama e mi dice che ha realizzato il suo scopo: lo ha aspettato e gli ha detto grazie per la tua musica e lui ha risposto grassie a te.

Intanto penso al signore a cui ho dato le informazioni sbagliate (non volendo)sulla fermata del due..speriamo riesca ad arrivare a De Angeli.

Tutti devono raggiungere la propria meta dopo una certa ora.

Grazia scrisse alle 13:39 | link | commenti (20) |
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giovedì, marzo 11, 2004
M i l a n o di fredd...

M i l a n o di freddo, di pioggia. E stamattina anche la beffa della neve. E pensare che l' aereo è decollato da un prato di rape fiorite verso un cielo azzurro principe.

Grazia scrisse alle 13:40 | link | commenti (15) |
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venerdì, marzo 05, 2004
come nei migliori fi...

come nei migliori fine settimana, domani s u d..finalmente, o no?

Grazia scrisse alle 17:20 | link | commenti (17) |
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martedì, febbraio 24, 2004
I miei p i e d i app...

I miei p i e d i appartengono ad una multinazionale anche se ora il sinistro fa finta di niente e batte il tempo dei taranta power. La circolare destra che sfugge il centro e avvolge da vicino milano, è piena di aliti agliosi, teste scompigliate e mani che cercano una presa. Questa è l’ora del popolo migratorio. Ed io sono in questa storia nonostante i piedi. Li ho istruiti comodi e pesanti in gioventù con anfibi ferrati, come i cavalli diceva mio padre. Poi però venne il tempo degli arrondissements e della vita parisienne. Un giorno di pioggia ottobrina, incontrarono nei traffici sottocosto di Clignancourt, il grande amore americano. Fu amore a prima vista; uno di quei modelli classici che si vedono nei primi telefilm americani. Bianche e nere e numero 38.

Erano i tempi di israelien assassin in una place de la republique inondata di kefie e veli; filavano sicure e saltavano bene.

Erano i tempi della metropoli e del banlieu; piogge e metrò.

Erano i tempi in cui scelsero di camminarci dentro senza se e senza ma, finchè morte non ci separi. I piedi, che ruffiani!

In realtà volevo dire un’altra cosa, ma stasera finisco con boris vian et donc, bonne nuit…

Grazia scrisse alle 23:02 | link | commenti (12) |
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giovedì, febbraio 19, 2004
n e v i c a. . ....

n e v i c a. . .
milano è scomparsa; milano è scappata mentre tutti stupivano con performance da due soldi.
dorme, milano dorme sotto le coperte, stipata in 25 mq + servizi.
mezza pinta di assenzio distillato, garçon...prima che passi l' ultimo metrò.



Grazia scrisse alle 23:59 | link | commenti (14) |
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venerdì, febbraio 06, 2004
ero in viaggio ver...

ero in viaggio verso il sud;

sono arrivata nel sud.

subisco ancora gli effetti della xamamina;

o piuttosto quelli della nostalgia di questi posti.

c’est la vie…

 

Grazia scrisse alle 16:59 | link | commenti (11) |
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lunedì, febbraio 02, 2004
Brain storming di un...

Brain storming di un trasloco:

peli di gatto ovunque/orticaria polsi e braccia/divano letto di un tappezziere quotato/non trovo più la cartella clinica/le pareti sono di carta gesso?/..e il cappello nero?/aspirapolvere rumoroso/tre piatti tre/non fumatrice nemmeno occasionalmente (?)/..e lo stendino dove lo metto?/chiamare l’antennista/comprare questo quest’altro e di più…/ in venti minuti a piedi sono in ufficio..boh

Grazia scrisse alle 10:10 | link | commenti (16) |
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giovedì, gennaio 15, 2004
Cioè, io ci sono. ...

Cioè, io ci sono.

Otto ore al giorno, su per giù.

Non me ne vado mai, sto qui.

E certe volte faccio pure quello che mi piace.

Certe volte il tram è strapieno; certe volte il filobus rimane imbottigliato.

Ho dimenticato il giornale; la musica entra comunque nelle orecchie e guardo solo le scarpe a punta mentre il freddo s'insinua nella sciarpa con l'apertura morbida della porta.

I pensieri si arrampicano sui vetri viziati.

L'aria sporca le narici. C'è un pò di sole e illumina le case che potrebbero ospitarmi.

Prendo appunti, non si sa mai.

Grazia scrisse alle 18:00 | link | commenti (16) |
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giovedì, gennaio 08, 2004
uff '...di nuovo al ...

uff '...di nuovo al lavoro..uff ' ?!

Grazia scrisse alle 15:38 | link | commenti (13) |
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venerdì, dicembre 19, 2003
Domani sarò nelle te...

Domani sarò nelle terre del sud...a poi avide agenzie e fredde sortite e affollati tram, torno giù.

Grazia scrisse alle 16:28 | link | commenti (15) |
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mercoledì, dicembre 10, 2003
brrr...

brrr...

Grazia scrisse alle 11:24 | link | commenti (12) |
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martedì, dicembre 09, 2003
Frida&Contorno ...

Frida&Contorno

Nel primo week and milanese con annessa festività, direi che me la sono cavata. È venuta a trovarmi Ma.; la festa degli amici di Pe; la fiera di sant’ambrogio (obeiobei); e poi finalmente la mostra dedicata all'opera di Frida Kahlo, allestita al Museo della Permanente di Milano.

Un book fotografico piuttosto che la sua arte. La pasionaria messicana, moglie di Rivera e amante di Troskji, è presentata come un dramma umano piuttosto che come artista: pochi sono infatti i dipinti importanti e molte invece i documenti fotografici e gli stralci del diario. È una Frida che commuove e non affascina. Certe luci colpisco violentemente le tele e la fruizione diventa faticosa; le locandine della mostra sono esaurite ad un mese dall’inaugurazione; nove€ sono davvero troppi.

Il freddo taglia l’aria e tutto quello che vi si muove. Ho preso un paio di appuntamenti per vedere due case.

Grazia scrisse alle 13:47 | link | commenti (9) |
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venerdì, dicembre 05, 2003
Atto primo Costruir...

Atto primo

Costruiremo una specie di comune. In una officina/falegnameria sui Navigli,con una fermata della metro vicina.

Pa. progetterà impianti e soppalchi; Ed. li realizzerà e poi farà le sue esposizioni; Pe. porterà le sedie e si rimboccherà le maniche e non prenderà un cane; io chiamerò rinforzi.

Poco si sa, se non che ci saranno tre bagni (ognuno dei quali avrà il suo tubetto di dentifricio, che rispecchierà la fisiognomica del proprietario); il soppalco diviso in quattro spazi (una camera anche per Pa. perché se non le va di sentire Ed. per una sera, almeno sa dove andare) ; l’open space per le personali e per gli amici che arriveranno a dieci a dieci.

Io, il fumo l’ho solo respirato, e quindi quanto detto corrisponde a quanto deciso ieri sera, app. 16.            

 

Grazia scrisse alle 12:16 | link | commenti (14) |
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giovedì, dicembre 04, 2003

Arrivata sono con tre scatole di antibiotici. Il residence è comodo, ma non potrei viverci per più di due mesi, per via dei quadri che non ho appeso io e delle porte che non ci sono.

Ho visto cose di gente stesa a terra, di boutique troppo accoglienti, di porte che si chiudono con fischi e di macchine bloccate; e sentito rumori metallici, silenzi di pioggia sottile, fischi delle porte nei sotterranei comunicanti, fracassi di mezzi pesanti, voci basse e sirene sirene sirene notture; ho mangiato poco o niente che mi piace..riso integrale e yogurt e spinaci della esselunga….

Qui poi, è natale; un natale distratto che ti sfiora nei riflessi delle vetrine o nelle confezioni regalo dei panettoni, ma la gente comunque insegue sempre un tram o un taxi.

Intanto devo cercare casa.

 

Grazia scrisse alle 14:44 | link | commenti (5) |
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