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giovedì, dicembre 22, 2005

c'era una mattina di sole, di domenica e di pigrizia.
affusolata nell' incavo di un' ascella, aspettavo che partisse la musica o che qualcuno si svegliasse;
intanto che accordavo gli occhi e il respiro alla lentezza del risveglio, l' improbabile cielo azzurro della city entrava dal finestrone rendendo tutto troppo fescion.
per disincantarmi iniziai a giocare con i petali di una margherita parola non parola, bacio non bacio, essere non essere, fuga non fuga  e a sfilare i calzini.
il gioco dei fiori scandito dal ritmo ipnagogico cessò che ero già nel bel mezzo di ' le parole che dobbiamo dirci ' ed avevo già cambiato lato del letto e dell' ascella e preso un caffè.
a quel punto la pancia che detta il ritmo del respiro, della fame, dell' emozione, iniziò a raccontare di come certe volte le farfalle si mettono a svolazzare, indifferenti alla nostra volontà, ai nostri reumatismi, al nostro senso dell' orientamento.
ahimè.
alcune farfalle giocano al gioco del silenzio, altre restano abbozzolate, altre fanno le tarantalle.
ahimè, 'e tarantell'

sound track: ascenseur pour l'échaffaud - miles davis

grazia, il ritorno è duro a scorticare

Grazia scrisse alle 01:20 | link | commenti (13) |
scelte, a parole milano

mercoledì, novembre 23, 2005

primo volo in acqua di maestrale
e qualcuno volò in sicilia..

C o l a P i s c i, picciottu sicilianu,
pi simani e misi era solitu stari,
senza fari sforzu supraumanu
na l'abbissu prufunnu di lu mari.

‘Ngnornu Federicu secunnu
c’imposi di iri a circari
‘ngiuellu prizziusu e tunnu
c’havia cascatu ‘nfunnu o mari.

Cola Pisci si tummò
no funnu di l’unni calau
o suvranu u giuiellu ripurtò
e supra u scogghiu filici acchianau.

Nautra tummata u Re urdinò
pri sapiri unni a Sicilia s’appujava
e quannu Cola du funnu riturnò
dissi - ca supra tri culunna stava,
ma una era tannicchia smanciata
pricchi u focu di l’Etna si l’avìa cunsumata.

(testo di pippo arena)

sound track - la gatta cenerentola

Grazia scrisse alle 15:24 | link | commenti (30) |
scelte, a parole, a parole scattate, a parole con sottofondo, a chiacchiere

martedì, aprile 12, 2005

isola, libera-menteoù se trouvent les mots?
et, moi?

Grazia scrisse alle 22:13 | link | commenti (32) |
scelte

martedì, novembre 02, 2004

ora, si potrebbe anche andar via; con questo vento e questa sofferenza, sarebbe tutto meno doloroso.

Grazia scrisse alle 15:28 | link | commenti (16) |
scelte

mercoledì, ottobre 27, 2004

La partenza da Milano

- esci da piazza Napoli e gira a destra, cioè prendi la circonvallazione verso casa mia; ok?

- Si.

- Dopo la Esselunga di viale Cassala gira di nuovo destra.

- Si.

- A questo punto, vai sempre dritta per 1200 km e arrivi in Calabria.

- Grazie.

 

Se non ci fossero gli amici, non arriverei da nessuno parte. Se non ci fossero loro, non vivrei o spleen nostalgico per l’abbandono della city. Ora mi avrebbero tirato su, ora si.


Intanto, ho ridotto le intolleranze da 35 a 7.

- sei stata brava, complimenti. i tuoi sforzi sono stati compensati.

- Si? E da cosa?

- Beh, non hai più le intolleranze al lievito e..

- Avevo fatto la scorta di pane azzimo dello zio elio.

- Beh, gli alcolici, il luccio, i crostacei, le carni rosse, lo zucchero, i pomodori..

- Basta così, l’elenco lo conosco.

- E allora? Non sei contenta di aver superato tutte queste intolleranze?

- No, ho ancora il disgusto per la vita e l’intolleranza per me.

- Ecco, prendiamo i fiori allora.

- Come vuoi.

- ….

- ….

- Di nuovo il rimedio anti panico? Grazia, ti prego, abbi cura di te.

- E secondo te, se potevo avere cura di me venivo a darti questi cento euro?

 

Se non ci fossero i veghisti e i loro rimedi di fiori diabolici, non avrei saputo come spendere i miei soldi nella farmacia omeopatica.


Lo ribadisco,

non si tratta di un calesse.




Grazia scrisse alle 12:11 | link | commenti (14) |
scelte, a parole

mercoledì, ottobre 20, 2004

Mentre ero qui che tornavo,

 ho pensato che dovevo pur far qualcosa per questa mezza tonnellata di parole sospese sulla punta;

e no, non potevo più far finta che fossero gli avanzi di qualche cena
incastrati tra un canino ed un molare.

Ecco dunque le parole e la punta di decollo, ritorniamo.

Piano però, non spingiamo..


Grazia scrisse alle 20:22 | link | commenti (3) |
scelte

martedì, settembre 21, 2004

mhm

Grazia scrisse alle 22:22 | link | commenti (5) |
scelte

mercoledì, giugno 09, 2004

f e r m é .

Grazia scrisse alle 09:54 | link | commenti (8) |
scelte, a parole

martedì, luglio 01, 2003

Era da un po’ che volevo farlo.

Ci pensavo da tempo. Ho addirittura annunciato la sua imminente apertura a qualcuno ma...ma alla fine il blog non lo aprivo.

Non sapevo cosa fosse ad impedirne la sua concretizzazione fino a quando stamattina non sono entrata in salotto.

Il salotto di casa mia, con il vecchio giradischi akai, le poltrone australiane tipo mou stravaccate sul tappeto, il posacenere pieno di cicche, il giornale di ieri sul divano imbalsamato, il seminatore al tramonto della Casa dei Carraresi, l’aria viziata nella torretta delle videocassette, la tenda smossa dal finto vento e…con la libreria.

Eccoci al punto. I miei libri. Ci sono tutti. Quelli che ho letto a sette anni, ad otto, a quindici, quello che ho letto la sera prima dell’esame di maturità, quello che è caduto in mare, quello che ho ritrovato in un'altra libreria, quello…tutti, ci sono tutti avvolti nella polvere di due giorni. Sono miei ma…stamattina, una strana luce li avvolge e la vita che è stata ne rivendica una partecipazione. Il senso di possesso e di gelosia, che ha sempre distinto il mio rapporto con i libri, improvvisamente si affievolisce. Ci siamo guardati, io e Marquez, come fossimo note de La chanson des vieux amants.

Di getto le storie, i personaggi, le parole, sono usciti dalle pagine ingiallite ed entrati da qualche parte nel mio corpo, rompendo un legame ancestrale ma, insinuandosi nelle corde di un legame più forte, di spirito, di anima.

Nel salotto ci entro in media trenta volte al giorno, secondo gli ultimi rilevamenti del mese di giugno e, solo stamattina le pareti sono sbocciate nelle mille e mille e mille pagine. Eccolo qui il quid che cercavo per il mio blog. I miei libri, le mie parole, il senso che ho dato al mio centro di gravità semi-permanente..

Volevo solo mettere radio varsavia che ha fatto da colonna sonora al sogno che mia ha sognato stanotte e invece ho svezzato l’idea per il mio blog.

Era anche finita la torta di mele, forse è stato anche questo.

A volte il senso delle cose ti scoppia in faccia come un brufolo.

on air: l'era del cinghiale bianco, fb


 

Grazia scrisse alle 20:28 | link | commenti (5) |
scelte


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