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c'era una mattina di sole, di domenica e di pigrizia.
affusolata nell' incavo di un' ascella, aspettavo che partisse la musica o che qualcuno si svegliasse;
intanto che accordavo gli occhi e il respiro alla lentezza del risveglio, l' improbabile cielo azzurro della city entrava dal finestrone rendendo tutto troppo fescion.
per disincantarmi iniziai a giocare con i petali di una margherita parola non parola, bacio non bacio, essere non essere, fuga non fuga e a sfilare i calzini.
il gioco dei fiori scandito dal ritmo ipnagogico cessò che ero già nel bel mezzo di ' le parole che dobbiamo dirci ' ed avevo già cambiato lato del letto e dell' ascella e preso un caffè.
a quel punto la pancia che detta il ritmo del respiro, della fame, dell' emozione, iniziò a raccontare di come certe volte le farfalle si mettono a svolazzare, indifferenti alla nostra volontà, ai nostri reumatismi, al nostro senso dell' orientamento.
ahimè.
alcune farfalle giocano al gioco del silenzio, altre restano abbozzolate, altre fanno le tarantalle.
ahimè, 'e tarantell'
sound track: ascenseur pour l'échaffaud - miles davis
grazia, il ritorno è duro a scorticare

e qualcuno volò in sicilia..
C o l a P i s c i, picciottu sicilianu,
pi simani e misi era solitu stari,
senza fari sforzu supraumanu
na l'abbissu prufunnu di lu mari.
‘Ngnornu Federicu secunnu
c’imposi di iri a circari
‘ngiuellu prizziusu e tunnu
c’havia cascatu ‘nfunnu o mari.
Cola Pisci si tummò
no funnu di l’unni calau
o suvranu u giuiellu ripurtò
e supra u scogghiu filici acchianau.
Nautra tummata u Re urdinò
pri sapiri unni a Sicilia s’appujava
e quannu Cola du funnu riturnò
dissi - ca supra tri culunna stava,
ma una era tannicchia smanciata
pricchi u focu di l’Etna si l’avìa cunsumata.
(testo di pippo arena)
sound track - la gatta cenerentola
où se trouvent les mots?
et, moi?
ora, si potrebbe anche andar via; con questo vento e questa sofferenza, sarebbe tutto meno doloroso.
La partenza da Milano
- esci da piazza Napoli e gira a destra, cioè prendi la circonvallazione verso casa mia; ok?
- Si.
- Dopo la Esselunga di viale Cassala gira di nuovo destra.
- Si.
- A questo punto, vai sempre dritta per
- Grazie.
Se non ci fossero gli amici, non arriverei da nessuno parte. Se non ci fossero loro, non vivrei o spleen nostalgico per l’abbandono della city. Ora mi avrebbero tirato su, ora si.
Intanto, ho ridotto le intolleranze da
- sei stata brava, complimenti. i tuoi sforzi sono stati compensati.
- Si? E da cosa?
- Beh, non hai più le intolleranze al lievito e..
- Avevo fatto la scorta di pane azzimo dello zio elio.
- Beh, gli alcolici, il luccio, i crostacei, le carni rosse, lo zucchero, i pomodori..
- Basta così, l’elenco lo conosco.
- E allora? Non sei contenta di aver superato tutte queste intolleranze?
- No, ho ancora il disgusto per la vita e l’intolleranza per me.
- Ecco, prendiamo i fiori allora.
- Come vuoi.
- ….
- ….
- Di nuovo il rimedio anti panico? Grazia, ti prego, abbi cura di te.
- E secondo te, se potevo avere cura di me venivo a darti questi cento euro?
Se non ci fossero i veghisti e i loro rimedi di fiori diabolici, non avrei saputo come spendere i miei soldi nella farmacia omeopatica.
Lo ribadisco,
non si tratta di un calesse.
Mentre ero qui che tornavo,
ho pensato che dovevo pur far qualcosa per questa mezza tonnellata di parole sospese sulla punta;
e no, non potevo più far finta che fossero gli avanzi di qualche cena
incastrati tra un canino ed un molare.
Ecco dunque le parole e la punta di decollo, ritorniamo.
Piano però, non spingiamo..
mhm
f e r m é .
